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Coro della Basilica di Santa Maria Maggiore

Solo le quattro grandi tavole intarsiate sul fronte esterno dell'iconostasi erano visibili dai fedeli durante le cerimonie solenni e il loro scopo era quello di indicare un cammino di purificazione interiore necessario a raggiungere la salvezza eterna.

1) Sommersione del Faraone: centro della composizione è la verga che Mosè tiene in mano. Nello stretto braccio di mare, che separa le due coste, cocchi, cavalli e cavalieri sono già stati travolti mentre il Faraone, riconoscibile dalla corona, cerca di salvarsi in un ultimo slancio disperato. Novità nella storia dell'arte lignea è l'inserimento, nella parte destra dell'opera, di una scena ricca di animazione e di vita.
Nella tradizione esegetica questo episodio ha un significato ben preciso: la liberazione del popolo ebraico della schiavitù del Faraone rappresenta la redenzione dell'anima dalla schiavitù del peccato e in questo senso le acque del Mar Rosso riconducono all'acqua battesimale.
Contrariamente alle usanze dell'epoca, i cartoni non furono solo disegnati, ma anche colorati con valori cromatici e luministici impostati da Lotto.
2) Arca di Noè: sono raffigurati contemporaneamente due episodi, separati da un'alta scogliera, avvenuti in momenti diversi: l'ingresso nell'arca e il diluvio universale. Poiché lo scopo di Lotto non era quello di rappresentare i fatti in ordine cronologico, ma di contrapporre due fatti significativi, nell'opera il diluvio precede l'ingresso nell'arca, che quindi viene percepito successivamente da chi guarda. Al centro vi è Noè che ha il compito di salvare l'umanità.
3) Giuditta: il libro biblico di Giuditta racconta che la città di Betulia, abitata dagli Israeliti, è assediata dalle truppe assire di Oloferne che, accampate su un'altura vicina, cercano di indurre gli abitanti alla resa. Giuditta, che rimasta vedova vive castamente, ottenuta l' ospitalità nell'accampamento assiro, di notte taglia la testa a Oloferne inducendo i nemici a fuggire. Secondo la tradizione esegetica Betulia rappresenta la Chiesa combattuta dai suoi persecutori e Giuditta la Chiesa militante, in grado di difendersi dagli attacchi dei tiranni e degli eretici.
4) Davide e Golia: Lotto rappresentò con ricchezza di dettagli l'episodio biblico, evidenziando sei dei momenti più significativi della storia, senza soluzione di continuità. Di Davide vennero messe in luce la modestia delle origini e la semplicità di vita che sottolineano la predilezione del pittore per le tematiche popolari e quotidiane.

I coperti delle tavole del coro, che hanno una funzione protettiva e ornamentale, presentano un'iconografia singolare e suggestiva: non sintetizzano la storia che devono coprire, ma, anzi, la ampliano.
Coperto della "Sommersione del Faraone": rappresenta una delle immagini più suggestive del coro: un cavaliere, nudo, sul dorso di un asino e con una gabbia in testa.
Coperto dell'"Arca di Noè": riappare la figura dell'arca, ma con una forma diversa.
Coperto di "Giuditta": l'elemento centrale della mitra, circondato da nastri, festoni, palme e corona, sottolinea i significati di festa e trionfo.
Coperto di "Davide e Golia": su di un piano delineato schematicamente sono deposti un elmo, una corazza, una spada, uno scudo ed un'asta che manifestano il trionfo attraverso l'esibizione delle spoglie del nemico.

Sul fianco del banco dei celebranti si trova l'"Annunciazione", eseguita su disegno del Lotto e intarsiata da Capoferri.
Sulla spalliera del banco del celebrante, nel registro superiore, si trova la "Creazione" dove l'universo è raffigurato come un cono e non nelle forme consuete dei cerchi concentrici. Il suo coperchio, invece, che si trova sul primo stallo dell'ala sinistra, presenta le tradizionali nove sfere concentriche racchiuse nel cielo di fuoco. Sulla quinta spalliera del coro dei laici si trova "Giuseppe venduto dai fratelli" con la rappresentazione di tre episodi cronologicamente distinti, mentre sul nono stallo dell'ala sinistra del coro dei religiosi si trova il coperto sul quale sono rappresentati un braccio teso a far cadere una moneta e undici mani, che sovrapponendosi, si aprono a riceverla. Sulla terza spalliera del registro inferiore del Banco dei Rettori si trova la tarsia "Susanna", nella quale è rappresentata la storia di Susanna, moglie di Joachim, che, accusata e condannata per adulterio da due anziani giudici che la insidiano, riesce a dimostrare la propria innocenza. Sul primo stallo dell'ala destra nella tarsia laterale del piedistallo si trova invece "Amor sulla bilancia", sulla quale è rappresentata un putto alato che poggia i piedi sul piatto di una bilancia che regge lui stesso con le mani. La situazione, impossibile nell'esperienza concreta, allude alla realizzazione di un equilibrio perfetto.

data ultima modifica: 27/09/2013



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