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Bortolo Belotti


(Zogno, Bergamo, 1877 - Lugano 1944). Storico, poeta e giurista, nacque da famiglia borghese di tradizioni liberali. Conseguì la maturità presso l'Istituto Sant' Alessandro di Bergamo, iscrivendosi poi alla facoltà di Giurisprudenza di Pavia dove venne ammesso al prestigioso Collegio Ghisleri. Laureatosi iniziò la pratica forense presso il Tribunale di Milano collaborando nel contempo a riviste giuridiche. Nel 1909 fu eletto Consigliere Comunale a Milano. Nel 1913 divenne deputato al Parlamento. Il suo impegno politico fu indirizzato sopratutto a far uscire la Valle Brembana dallo stato di grave arretratezza economica in cui versava con le piaghe imperanti dell'emigrazione e della disoccupazione. Favorì dunque lo sviluppo industriale, si battè per il prolungamento della Ferrovia fino a Piazza Brembana e per la realizzazione delle opere di sfruttamento dell'energia idraulica. Rieletto nel 1919 e nel 1921, fu nominato Sottosegretario al Tesoro e quindi fra il 21 e il 22 Ministro dell'Industria e del Commercio con il governo Bonomi. Già nel 1923 aveva pubblicato La Vita di Bartolomeo Colleoni. Seguirono numerose opere poetiche in lingua e in dialetto e decine di pubblicazioni a carattere giuridico, in particolare sul diritto di famiglia e sul diritto economico. Il 27 Ottobre 1930 venne arrestato a Milano con l'accusa di essere in procinto di pubblicare una rivista letteraria e quindi mandato al confino a Cava dei Tirreni dove sarebbe rimasto circa un anno. Subì altre perquisizioni e nel 1940 venne pubblicata la sua opera più importante: Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, opera che costituisce ancora oggi quanto di più completo e approfondito sia stato prodotto a livello storico nella provincia di Bergamo. Come storico ha una visione ampia dei fenomeni storici in tutte le loro dimensioni: sociali, economiche, culturali, artistiche. Dopo la caduta del fascismo nel Luglio del '43, riprese i contatti con gli uomini del liberalismo Italiano, ma con gli eventi dell' 8 Settembre fu costretto a nascondersi. Il 2 Novembre 1943 infine emigrò clandestinamente in Svizzera dopo una lunga e faticosa marcia notturna. Le sue condizioni di salute nel corso dell'esilio erano via via peggiorate sino alla morte avvenuta a Sonvico, presso Lugano

Per saperne di più:
valbrembanaweb.com/...belotti.html

data ultima modifica: 22/02/2010



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