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Gabriele Camozzi

Camozzi


(Bergamo 1823 - Dalmine, Bergamo, 1869). Appartenendo alla nobiltà bergamasca, potè frequentare gli studi prima al Collegio dei Barnabiti di Monza, poi al ginnasio e al liceo di Bergamo, per concludere la carriera di studente con la laurea all'Università di Pavia. Come molti giovani del suo tempo, abbracciò gli ideali mazziniani e partecipò ai moti rivoluzionari, all'epoca dell'elezione di Pio IX. Nel marzo del 1849, durante la I guerra d'indipendenza. Esule a Torino, venne incaricato da La Marmora di guidare una rivolta nel Bergamasco.A Bergamo assunse la dittatura in nome del governo sardo, ma il suo operato politico-insurrezionale fu interrotto dalla sconfitta di Novara. Durante la II guerra d'indipendenza (1859) fu il principale artefice della liberazione di Bergamo e delle azioni militari dei Cacciatori delle Alpi. La funzione dei Cacciatori delle Alpi era di appoggio agli eserciti regolari, con azioni di disturbo nelle zone di pianura e di aggiramento nella fascia pedemontana, mobilitando le diverse popolazioni. Dopo il combattimento di San Fermo e l'occupazione di Varese e Como, mentre le forze franco-piemontesi vincevano a Magenta, i volontari entravano a Lecco e si dirigevano verso Bergamo. Camozzi, nominato maggiore,con l'invio di informazioni e di guide, facilitò l'occupazione di Bergamo. Gli austriaci abbandonarono la città nella notte del 7 giugno, il giorno seguente Garibaldi con il suo stato maggiore entrava in città dalla Porta San Lorenzo, successivamente chiamata Porta Garibaldi. Bergamo proclamò la propria annessione al Piemonte. Terminate le battaglie, si stabilì con la famiglia a Bergamo. Nominato comandante della Guardia Nazionale, eletto per la settima, ottava e nona legislatura rimase tuttavia fuori dalle schermaglie dei partiti. Alla sua morte si svolsero funerali solenni.

Per saperne di più:
Biblioteca Mai

data ultima modifica: 22/02/2010



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