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Antonio Tiraboschi

Tiraboschi Antonio

(Alzano Lombardo, Bergamo, 1838 - Bergamo 1883).Linguista, storico, studioso del folclore e dei dialetti. A sette anni si trasferì con la famiglia a Gazzaniga dove il sacerdote Giovanni Imberbi, suo primo maestro gli impartì lezioni di grammatica latina. Nel 1851 venne ammesso al collegio di Clusone; dal 1852 al 1853 frequentò il Ginnasio di Bergamo. Costretto ad abbandonare gli studi, a causa delle difficoltà economiche della famiglia, si indirizzò presso le scuole commerciali al Collegio Biffi, dove sarebbe tornato qualche tempo dopo come insegnante. Dotato di spirito intraprendente, perfezionò le sue conoscenze, anche da autodidatta, nelle lingue francese, inglese, tedesco. Cultore del dialetto, il Tiraboschi diede inizio a svariate ricerche, spostandosi da una località all’altra della bergamasca, per raccogliere testimonianze orali su termini e allocuzioni, detti popolari e proverbi, fiabe e leggende, canzoni e cantilene. Da tale lavoro a partire dal 1859 scaturirono alcune dispense del Saggio di un vocabolario bergamasco. Nell’opuscolo Il gergo dei pastori bergamaschi vengono raccolti, da testimonianze orali dei pastori in tutte le vallate bergamasche, 150 vocaboli su usi pastorizi, lavoro,vitto, costumi. Nel 1873 diede alle stampe Il Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni: la pubblicazione gli valse la medaglia d’oro all’Esposizione Provinciale bergamasca. Assiduo collaboratore, poi direttore, della Società di Mutuo Soccorso fra gli artisti e gli operai, promotore di una Biblioteca itinerante, docente alle scuole serali, il Tiraboschi si prodigò nell’alfabetizzazione della gente povera, ma nel contempo mantenne stretti contatti con linguisti di fama del tempo, tra i quali Pietro Fanfani, Isaia Ascoli, Nicolò Tommaseo, Ignazio Cantù, Giuseppe Pitrè. Nel 1874 ottenne il diploma di paleografia e diplomatica all’Archivio di Stato di Milano. L’anno seguente pubblicò la Raccolta dei Proverbi Bergamaschi e due anni dopo ottenne l’incarico di bibliotecario della Biblioteca Civica di Bergamo. Nel 1878 è la volta di due altre curiose ed interessanti opere: gli Usi di Natale nel Bergamasco e gli Usi pasquali nel Bergamasco. Nel 1878, a causa della morte di due figli e delle costanti preoccupazioni per gli impegni quotidiani, fu costretto ad un brusco arresto negli studi. Morì a soli 45 anni.

Per saperne di più:
http://www.bibliotecamai.org/frame.asp?page=cataloghi_inventari/cataloghi_inventari.html

data ultima modifica: 29/04/2009



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