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Bergamo città del lavoro

Bergamo è sempre stata una città del lavoro, tanto che i suoi abitanti ne sono diventati sinonimo. Le fabbriche che documentavano fisicamente questo fervore, però, sono rapidamente e quasi completamente scomparse dai nostri occhi.

Compito di questa cartina è di restituire alla memoria quanti opifici e fabbriche punteggiavano il territorio della nostra città, a partire dal 1860; seguendo le indicazioni, è possibile percorrere le "vie del lavoro", dove si erano insediate il maggior numero di attività. Si tratta quasi sempre di un cammino virtuale o che necessita comunque di una buona dose di immaginazione, in alcuni casi aiutata dalle fotografie riportate qui a fianco. Eppure, non è solo suggestivo rivedere i tratti scoperti delle rogge, pensandoli come forza motrice della tante filande o tessiture che vi attingevano, ritrovare nella struttura di una casa le dimensioni di uno stabilimento o scoprire ancora quasi integri i caratteristici tetti a shed, qualche rara ciminiera di mattoni rossi, fino ad individuare in un pietra murata nella pavimentazione di un centro commerciale l'ultima traccia di una importante fonderia.

Veduta Bergamo

E' anche una sorta di tributo alle migliaia di donne e di uomini che popolavano quei luoghi troppo spesso malsani, e che riempivano le strade fin dall'alba; un numero rilevantissimo di persone, una fatica ed insieme uno sviluppo sociale di cui non resta segno se non negli esiti di una città ricca e immemore.

Troppo poco si è conservato per parlare di un museo all'aperto; questa cartina è piuttosto una ipotesi sia di lavoro sul territorio che di itinerari nella Bergamo della rivoluzione industriale, per tutti coloro che provano interesse per le vicende del lavoro dell'uomo.

L'Amministrazione comunale di Bergamo ha fortemente voluto realizzare questa ricerca, con l'auspicio che essa possa essere uno strumento importante per consentirci di "leggere" la nostra città e la sua storia e per promuovere la conoscenza e la difesa della memoria del lavoro e dei lavoratori. La speranza è che possa essere anche il punto di partenza per nuovi contributi ed esiti di studio.

E' anche una sorta di tributo alle migliaia di donne e di uomini che popolavano quei luoghi troppo spesso malsani, e che riempivano le strade fin dall'alba; un numero rilevantissimo di persone, una fatica ed insieme uno sviluppo sociale di cui non resta segno se non negli esiti di una città ricca e immemore. Troppo poco si è conservato per parlare di un museo all'aperto; questa cartina è piuttosto una ipotesi sia di lavoro sul territorio che di itinerari nella Bergamo della rivoluzione industriale, per tutti coloro che provano interesse per le vicende del lavoro dell'uomo.

L'Amministrazione comunale di Bergamo ha fortemente voluto realizzare questa ricerca, con l'auspicio che essa possa essere uno strumento importante per consentirci di "leggere" la nostra città e la sua storia e per promuovere la conoscenza e la difesa della memoria del lavoro e dei lavoratori. La speranza è che possa essere anche il punto di partenza per nuovi contributi ed esiti di studio.

In questa sezione trovi alcuni itinerari per rivivere la città di Bergamo:

Clicca qui per scaricare la cartina degli itinerari in formato pdf.

 

data ultima modifica: 06/11/2008



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