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Viaggio nella meraviglia: tesori miniati della Biblioteca Civica Angelo Mai
notizia pubblicata in data : martedì 6 novembre 2018

Prende avvio venerdì 9 novembre, alle ore 18, presso la Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, Salone Furietti, un ciclo di quattro appuntamenti dedicato ai tesori miniati della Biblioteca, dal titolo Viaggio nella meraviglia. 

Gli incontri, organizzati con il sostegno dell’Associazione Amici della Biblioteca, propongono una prima conferenza introduttiva sulle forme e le tipologie del libro manoscritto miniato, e tre approfondimenti su alcuni ‘capolavori’ della raccolta, affidati alle voci degli specialisti che li hanno studiati. 

I relatori condurranno la propria presentazione ‘libro alla mano’ per consentire al pubblico la visione diretta di queste ‘meraviglie’, custodite dalla Biblioteca. 

 

«Non può esserci una storia delle idee senza una storia degli oggetti materiali» (Thomas Tanselle) 

Tra tutte le opere d’arte, il libro, anche quello nel quale le caratteristiche estetiche appaiono prevalenti, mantiene nel tempo il proprio valore funzionale. Strumento di trasmissione dei testi, l’oggetto libro è il risultato di una serie di processi di costruzione materiale che coinvolgono molti saperi professionali ed artistici e riflette la storia economica, sociale e intellettuale. I libri manoscritti e tra essi quelli miniati, rappresentano il vertice della produzione medioevale ed evocano gli scriptoria e i monaci intenti a rigare i fogli di pergamena, a trascrivere i testi dell’antichità classica e cristiana, a decorare infine le pagine con splendide miniature. Le grandi biblioteche di oggi, conservano questa parte del proprio patrimonio con infinite cure e attenzioni per metterli a disposizione degli studiosi (codicologi, storici, storici dell’arte). 

La raccolta dei manoscritti della Biblioteca Mai (9.380 pezzi) conta oltre 200 codici miniati dall’undicesimo al diciassettesimo secolo. Oggi tutti riprodotti in formato digitale e catalogati nel Censimento dei manoscritti delle biblioteche italiane, Manus on line, i codici della Mai - pubblicati nel volume Codici e incunaboli miniati della Biblioteca civica di Bergamo, Bergamo, 1989, ed esposti al pubblico nella mostra Tesori miniati del 1995 - sono oggetto di particolari attenzioni conservative. 

Gli incontri offerti dalla Biblioteca, con il sostegno dell’Associazione Amici, hanno una durata di circa un’ora ciascuno e sono aperti a tutti. 

 

 

Programma 

9 NOVEMBRE 2018 – ORE 18 

Relatore Marzia Pontone, Soprintendenza Archivistica e Bibliografi ca della Lombardia – Milano 

Marzia Pontone ha studiato filologia classica presso l’Università degli Studi di Pisa e, contestualmente, paleografia greca e latina presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, concludendo gli studi nel 1999. Presso la stessa Scuola Normale ha conseguito, nel 2002, il dottorato di ricerca in discipline storiche e paleografiche 

Nello stesso anno inizia a lavorare presso il Comune di Milano come istruttore dei servizi di biblioteca, fino al 2007 alla Biblioteca Rionale di Porta Venezia, poi al Castello Sforzesco e alla Biblioteca Trivulziana, dove si è occupata della sezione dei manoscritti medievali dell’Istituto, curando mostre bibliografiche, e collaborando alla redazione della rivista scientifica Libri&Documenti. Dal 2009 al 2017 ho condotto un laboratorio di paleografia latina per conto del Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano. Da giugno 2017 è funzionario bibliotecario presso la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica, occupandosi di tutela dei beni librari sul territorio di competenza. 

Tra le sue pubblicazioni si segnalano la monografia su Ambrogio Traversari e il catalogo dei manoscritti datati della Biblioteca Trivulziana; le ricerche sui manoscritti lombardi alla corte di Ludovico il Moro; gli studi sul collezionismo in casa Trivulzio tra Settecento e Ottocento. 

Titolo: Tra parola e immagine. Forme, tipologie e funzioni dei manoscritti miniati della Biblioteca Civica Angelo Mai. 

Tra gli oltre 200 manoscritti miniati della Biblioteca Civica Angelo Mai saranno individuati alcuni esemplari significativi per raccontare al pubblico come cambiarono nel tempo le loro forme e tipologie – sia grafiche sia decorative – in rapporto alla funzione d’uso e ai pubblici cui gli stessi erano destinati. 

Tutti i codici miniati della Biblioteca Mai sono consultabili liberamente in versione digitale sul sito della Biblioteca Digitale Lombarda: https://www.bdl.servizirl.it/vufind/Record/BDL-COLLEZIONE-201

  

16 NOVEMBRE 2018 – ORE 18 

Relatore: Maria Grazia Recanati, Accademia di Belle arti “G. Carrara” – Bergamo 

Maria Grazia Recanati, nata a Bergamo nel 1962, ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sotto la guida di Miklòs Boskovits, laureandosi con una tesi in storia dell’arte lombarda tardomedievale. Borsista per un anno presso la Fondazione di Studi di storia dell’arte “Roberto Longhi” di Firenze, ha collaborato per diversi anni con il Museo dell’Accademia Carrara. Dal 1996 insegna Storia dell’arte moderna presso l’Accademia di Belle Arti “G. Carrara”, che ha diretto dal 2000 al 2010. Dal 2016 è socia dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo. È autrice del commentario storico-artistico all’edizione facsimile del Taccuino di disegni di Giovannino de’ Grassi conservato presso la Biblioteca Angelo Mai di Bergamo, edizione pubblicata nel 1998 per i tipi de Il Bulino di Modena, dopo il restauro del Taccuino stesso eseguito a Firenze presso l’Opificio delle Pietre Dure. 

Titolo: Il Taccuino di disegni di Giovannino de Grassi: un libro di modelli nella Milano tardogotica, tra simbolismo medievale e ricerca della natura. 

Il Taccuino di disegni conservato presso la Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, riferibile nel suo primo fascicolo direttamente alla mano del grande maestro Giovannino de Grassi, architetto del Duomo di Milano e straordinario miniatore al servizio di Gian Galeazzo Visconti, è un manufatto artistico di assoluta rarità. Non molte raccolte medievali di questo genere sono infatti sopravvissute: serie di modelli di bottega utili alla realizzazione di miniature, dipinti, affreschi, elementi architettonici, stemmi, sculture, tessuti, secondo la tipica versatilità di un “atelier” tardogotico. L’interesse rivestito dal Taccuino consiste poi nel forte realismo dimostrato in quella pratica che gli studi pionieristici di Otto Pächt hanno definito “animal portraiture” e che trova proprio nella Lombardia del tardo Trecento un’ampia applicazione. Considerato a confronto con altri manufatti analoghi e con la produzione miniata lombarda dei Tacuina sanitatis e delle farmacopee illustrate, il codice di Bergamo si rivela testimone preziosissimo di un delicato punto di passaggio culturale, dalla tipologia stilizzata dei bestiari medievali all’osservazione diretta della natura, dal puro modello rigidamente replicabile a schizzo e studio personale dell’artista, in cui il disegno, vero strumento di ricerca visiva, comincia inoltre ad attingere una sua propria autonomia estetica. 

 

23 NOVEMBRE 2018 – ORE 18 

Relatore: Emanuela Daffra, Opificio delle Pietre dure – Firenze 

Emanuela Daffra è storico dell'arte attualmente in forza all'Opificio delle Pietre Dure, dove dirige i settori di Restauro Arazzi; Scultura lignea; Tessili, per i quali sta curando una programmazione internazionale. 

In precedenza ha diretto la Fondazione Accademia Carrara di Bergamo nell'anno di start up (2016) mentre dal 1990 ha lavorato presso la Soprintendenza per i Beni artistici e storici di Milano, dove è stata tra l’altro vicedirettore della Pinacoteca di Brera, di cui ha guidato gli ultimi riallestimenti. 

Oltre all’attività più legata alla tutela per la quale ha diretto importanti restauri, si è occupata d temi museali partecipando ai lavori di diverse commissioni ministeriali. 

Titolo: Spettatori della passione di Cristo. Riti e preghiera personale ai tempi del grande Scisma. 

La miniatura, destinata ad una fruizione privatissima, molto spesso si fa specchio di contesti storici complessi. E’ il caso del cosiddetto ‘Libro d’ore di Valentina Visconti’. 

Dopo averne presentato struttura e tipologia, la conversazione si soffermerà sugli elementi che legano la decorazione al contesto spirituale maturato in particolare ad Avignone a cavallo tra Tre e Quattrocento: momento turbolento e di profonda crisi, nel quale il fedele era posto di fronte ad una Chiesa divisa tra due pontefici che si dichiaravano reciprocamente illegittimi. 

 

30 NOVEMBRE 2018 – ORE 18 

Relatore: Giovanni Valagussa, Accademia Carrara – Bergamo 

Giovanni Valagussa, laureato a Milano con Miklòs Boskovits, ha studiato alla Fondazione Roberto Longhi di Firenze con Mina Gregori e per il Dottorato di ricerca a Torino con Giovanni Romano. E’ stato conservatore al Museo civico Ala Ponzone di Cremona e all’Accademia Tadini di Lovere. Dal 2001, conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo. Dal 1998 ha insegnato all’Università Cattolica di Brescia Storia dell’Arte medievale, Storia delle arti minori, Storia delle tecniche artistiche e insegna, dal 2002, Museologia. Ha insegnato per un triennio Storia dell’Arte medievale all’Università degli Studi di Bergamo. Di recente ha coordinato i restauri dei dipinti e diretto l’allestimento delle sale del Quattro e del primo Cinquecento per la riapertura dell’Accademia Carrara del 2015. 

Ha scritto in particolare di pittura e miniatura dall’età romanica al Duecento; di pittura rinascimentale lombarda e veneta, soprattutto per le esposizioni di capolavori dell’Accademia Carrara, in Italia e all’estero, e di pittura moderna per varie mostre, curando quelle recenti su Carlo Ceresa, fra Galgario, Giovanni Carnovali detto il Piccio. Il primo volume del catalogo scientifico della Accademia Carrara, dedicato ai dipinti del Tre e del Quattrocento, pubblicato a sua cura nel settembre 2018, raccoglie i risultati di un lungo periodo di studi e stabilisce importanti novità attributive. 

Titolo: Attorno al Messale MA 298 della Biblioteca Angelo Mai: il contesto sconosciuto della miniatura in Lombardia nel secondo Duecento. 

Nella storia della miniatura del secondo Duecento è abbastanza nota una fiorente produzione a Bologna, legata allo sviluppo dell’Università, e si conoscono alcune significative testimonianze di area veneta, tra Padova e Venezia. Al contrario, quasi nulla sembra essere sopravvissuto in area lombarda. Ricostruendo però pazientemente le fila di poche tracce disperse è possibile ricomporre un’interessante attività legata principalmente al contesto milanese, della quale il Messale MA 298 conservato alla Biblioteca Angelo Mai è uno dei testimoni più rilevanti, stabilendo confronti precisi anche con la coeva pittura murale, della quale proprio a Bergamo sono riapparsi di recente notevoli esempi sul tramezzo sepolto dell’antico Duomo.

 



data ultima modifica: 06/11/2018



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