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In mostra "L'uomo venuto dal ghiaccio"
28/09/2009


Il Museo Archeologico e l’Orto Botanico di Bergamo, nell’ambito delle iniziative correlate a BergamoScienza 2009, ospitano la mostra itinerante “L’uomo venuto dal ghiaccio”, realizzata dal Conseil Général des Alpes-Maritimes, Musée Départemental des Merveilles di Tenda (Francia) nelle Alpi Occidentali, un museo delle incisioni rupestri con una sezione etnografica dedicata allo studio della storia locale del territorio montagnoso e della sua popolazione, particolarmente interessato alle correlazioni spazio-temporali tra eventi dell’Arco Alpino.

Il 19 settembre 1991, a 3213 m di quota slm, al passo del Similaun, fu trovato intrappolato nei ghiacci Ötzi, la mummia di un uomo vissuto 5300 anni fa. L’uomo e la sua attrezzatura, oggi conservati presso il Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, sono reperti unici nel loro genere e di fondamentale importanza per la ricostruzione di alcuni aspetti di vita del passato. Ma la scoperta ha fornito anche informazioni straordinarie per le conoscenze paleobotaniche e la ricostruzione del paleo-ambiente attraverso i pollini e lo strumentario ligneo. Il Civico Museo Archeologico e l’Orto Botanico di Bergamo, attraverso la mostra itinerante “L’uomo venuto dal ghiaccio”, realizzata dal Conseil Général des Alpes-Maritimes, Musée Départemental des Merveilles di Tenda, propongono al pubblico bergamasco un approfondimento sugli aspetti archeologici e botanici, ripercorrendo la storia della scoperta e delle analisi scientifiche condotte sulla mummia e su tutta la sua attrezzatura. L’uomo del Similaun è stato sottoposto a indagini approfondite con le più moderne e sofisticate tecnologie, ciò che ha permesso di venire a conoscenza di tutti i segreti del suo corpo, fino a stabilire cosa successe negli ultimi momenti della sua vita. Lo studio paleobotanico, inoltre, è stato fondamentale per determinare le essenze di tutti gli oggetti di legno che l’uomo aveva con sé, scelte sulla base delle proprietà di ciascuna specie in funzione dei diversi usi, dimostrando una conoscenza approfondita del proprio ambiente, sfruttato in base alle diverse necessità con scelte mirate. Se molti aspetti di questa vicenda restano oggi insoluti, certamente la scoperta apre una finestra sul più antico spaccato di vita di un uomo europeo fino ad oggi conosciuto.

La mostra è costituita da pannelli descrittivi, riproduzioni e ricostruzioni fedeli, oltre che dai filmati sulla scoperta e sulle analisi scientifiche effettuate. Sarà possibile, inoltre, toccare alcune essenze vegetali da lui scelte per realizzare il suo strumentario, per verificarne le proprietà e sperimentare direttamente alcune tecniche di lavorazione antiche che Ötzi sicuramente conosceva e utilizzava, oltre che intuire somiglianze e differenze nelle soluzioni tecniche adottate da noi, 53 secoli dopo.

“La mostra itinerante, nata poco dopo la straordinaria scoperta, è stata da noi arricchita per il pubblico bergamasco da apparati che approfondiscono temi archeologici e botanici, con riferimenti alla Lombardia e suggestioni che rimandano al nostro vivere quotidiano.
L’itinerario espositivo ripercorre la storia della scoperta e le interpretazioni successive, rievoca le azioni dell’uomo e le modificazioni ambientali conseguenti, contestualizza i reperti nel tempo e nello spazio, rievoca le soluzioni escogitate allora ed ai giorni nostri per sopravvivere ad alta quota; si avvale di alcune delle prime ricostruzioni ad un anno dal ritrovamento e di apparati descrittivi che mirano ad introdurre al tema non solo il pubblico scolastico. La mostra è costituita da riproduzioni e ricostruzioni fedeli, oltre che dai filmati sulla scoperta e sulle analisi scientifiche effettuate; permette di fare esperienze con alcune delle essenze vegetali da lui scelte per realizzare lo strumentario, verificarne le proprietà e sperimentare direttamente alcune tecniche di lavorazione antiche, che Ötzi sicuramente conosceva e utilizzava, oltre che intuire somiglianze e differenze nelle soluzioni tecniche adottate da noi, 53 secoli dopo. Ötzi, infatti, ha dimostrato una conoscenza approfondita del proprio ambiente, sfruttato in base alle diverse necessità con scelte mirate.” (Stefania Casini e Gabriele Rinaldi, direttori rispettivamente del Museo Archeologico e dell’Orto Botanico).

La mostra è aperta fino al 31 maggio presso la Sala Viscontea.

Orari:
visita libera senza prenotazione
Da lunedì a sabato, ore 15-18.30, domenica e festivi 10-13 / 15/18.30.
Domenica pomeriggio visita guidata gratuita alle ore 16.
INGRESSO LIBERO

Info:
- Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”
Passaggio Torre di Adalberto, 2 - Bergamo
tel. 035.286060 - fax 035.270318
ortobotanico@comune.bg.it
www.ortobotanicodibergamo.it

- Civico Museo Archeologico
Piazza Cittadella, 9 - Bergamo
tel 035.242839 - fax 035.3831889
archeomuseo@comune.bg.it
www.museoarcheologicobergamo.it

In allegato il volantino della mostra.




LEGGI GLI ALLEGATI

Il volantino Il volantino (formato pdf, 709 Kb)







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