Sconcertante statistica.

Sono stati presentati i risultati di un'indagine condotta da un istituto specializzato per conto del Comune sul grado di soddisfazione del tenore di vita dei bergamaschi ... I risultati non sono certamente entusiasmanti, anzi, per certi aspetti, sono sconcertanti: il 65% delle famiglie cittadine si dichiara insoddisfatta del proprio tenore di vita. Certamente i risultati di un'inchiesta di questo tipo possono sollevare dubbi, ma lo scenario che si è aperto ci porta alla considerazione che le persone e le famiglie che hanno un reddito basso vivono una condizione di profonda insoddisfazione a causa, appunto, del tenore di vita. La prima domanda riguardava il reddito “ritenuto necessario” per condurre un “buon tenore di vita” in rapporto al livello del costo della vita in Città. La risposta media è stata “almeno 142.000 lire il mese”, cioè 1.704.000 lire annuali. Il reddito pro – capite in Città è di 1.571.200 lire, cioè ben 133.000 lire in meno rispetto al minimo ritenuto necessario per vivere in modo soddisfacente. L’inchiesta esamina anche altri aspetti: il 40,1 % delle famiglie percepisce un reddito inferiore alle 90.000 lire mensili, il 38,2% tra le 90 e le 150.000, il 15,3% tra le 150 e le 250.000 lire ed il 6,4% percepisce oltre le 250.000 lire. Si capisce bene perché il 65% delle famiglie si dichiarino “insoddisfatte” della propria condizione anche perché nella nostra Città il costo della vita è abbastanza elevato. L’indagine si chiude con una ulteriore analisi relativa alle varie professioni e si scopre che su cento imprenditori 84 si dicono soddisfatti della propria condizione contro i 16 insoddisfatti, ma man mano che si scende nella scala reddituale appaiono dati parecchio diversi: tra i liberi professionisti il 75% sono soddisfatti ed il 25% non lo sono; tra i dirigenti 68% soddisfatti 32% no; tra gli impiegati il 44% si ed il 56% no, tra i lavoratori dipendenti 78% no e 22 % si. Si finisce la sfilata con i proprietari, i benestanti ed i redditieri che sono per l’89% soddisfatti e per il restante 11% no. Questi dati hanno innescato un'ampia discussione tra le forze politiche e sindacali cittadine: per le prima, tutto sommato, la situazione è accettabile ed è migliore rispetto alla media di molte altre città, ed in linea con la media nazionale, per gli altri la situazione messa in luce è molto grave e richiede interventi politici ed economici urgenti.