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É morto Niccolò Rezzara.

È morto Niccolò Rezzara, l’anima più aperta e coraggiosa del movimento sociale cattolico bergamasco e nazionale... Nato nel 1848 a Chiuppano (Vicenza), Rezzara frequentò l’Università di Padova per arrivare poi a Bergamo, la sua nuova “patria”. In quegli anni a Bergamo la situazione sociale era drammatica: pellagra, malaria, usura, analfabetismo, alcolismo erano piaghe molto diffuse. Rezzara, si impegnò per contrastare questi drammi: per combattere l’analfabetismo istituì scuole gratuite per adulti ed una “università popolare”; contro la pellagra creò cucine pubbliche e per contrastare l’usura organizzò forme di prestiti su fiducia. Promosse l’edilizia popolare e si impegnò a fondo nella lotta contro l’alcolismo. Per dare aiuti e sicurezza ai piccoli imprenditori nel 1891, fondò la “Banca Piccolo Credito Bergamasco" che divenne una delle più importanti banche della Città. Per dare voce al mondo cattolico nel 1880, fondò “L’Eco di Bergamo”. Oltre il suo impegno locale Rezzara svolse un ruolo di respiro nazionale ed internazionale: fu Segretario Generale dell’Opera dei Congressi e nel 1908, fu il Rappresentante della Santa Sede nell’Assemblea Generale dei Governi per la tutela dei Lavoratori. Credo si possa chiudere con l’intervento pronunciato in Consiglio Comunale dall’avvocato Gennati, socialista, duro avversario di Rezzara: ”...Quest’uomo che ha chiuso la sua carriera povero, come povero ebbe ad incominciarla e che, avendo suscitato molte attività e molti interessi nulla mai chiese per sé, quest’uomo fu certo una nobile espressione di fede, di forza e di disinteresse. Sotto questo riguardo, il professor Niccolò Rezzara ha insegnato qualcosa agli uomini di tutti i partiti: ha insegnato loro come si debba intendere e vivere una fede”.