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Bergamo cantiere di pace: una settimana di incontri, la giornata e la marcia, il percorso formativo

Dal 21 al 26 settembre la Settimana per la Pace. Bergamo, tappa del Giro d’Italia per la Pace.

conferenza stampa

Descrizione

Bergamo, 8 settembre 2026 - La pace non è un bene acquisito una volta per tutte. Gli scenari internazionali più o meno recenti ci ricordano quanto sia necessario custodirla, proteggerla e promuoverla ogni giorno, non solo nelle relazioni tra gli Stati e nelle grandi dinamiche geopolitiche, ma anche nei luoghi e nelle relazioni della nostra quotidianità.

È da questa consapevolezza che nasce "Tessiture di Convivenza", un percorso promosso dall’Università degli studi di Bergamo, Comune di Bergamo insieme da una vasta rete di realtà associative, sociali, educative e istituzionali del territorio.
Un progetto che porta a Bergamo una serie di iniziative dedicate alla pace, alla nonviolenza, alla giustizia sociale e alla convivenza civile, con l’obiettivo di creare occasioni concrete di incontro, formazione, ascolto e partecipazione.
La pace viene così proposta non soltanto come tema da affrontare, ma come una pratica quotidiana da costruire insieme, attraverso la cura delle relazioni, il dialogo tra persone e comunità, la capacità di affrontare i conflitti e la partecipazione alla vita democratica.
Il percorso coinvolge ragazze e ragazzi, giovani, studentesse e studenti, insegnanti, educatori, amministratori pubblici, operatori sociali, associazioni, famiglie e cittadine e cittadini, mettendo in relazione esperienze e competenze diverse.

Tre appuntamenti per costruire una cultura della pace:

Settimana per la pace

Un percorso di incontri e iniziative pensati come occasioni di confronto e condivisione di conoscenze, esperienze e pratiche maturate dalle realtà del territorio.
Il programma metterà in dialogo punti di vista differenti, con particolare attenzione alla capacità di ascolto, alla gestione dei conflitti, alla giustizia sociale, all’educazione e alla cura dei legami comunitari.

Il programma completo: https://shorturl.at/m3KaA
Partecipazione gratuita. Per iscriversi agli eventi: https://forms.gle/euHoCXNNy35geXnA8

Giornata e marcia per la pace

La giornata inizierà alle 10:00 al Giardino della Pace di via per Orio, con il ritrovo dei partecipanti. Alle 10:30 partirà la Marcia per la Pace, con l’innesto della marcia proveniente da Albino al Piazzale Alpini.
La giornata del 27 settembre sarà anche una delle tappe del Giro d’Italia per la Pace, promosso dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace, con l’adesione del Coordinamento Provinciale Bergamasco e della Rete Bergamasca per la Pace e il Disarmo.
Il Giro attraversa l’Italia in occasione dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi, degli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e dei 40 anni dalla costituzione del Coordinamento Nazionale.
Simbolo del percorso è la Lampada della Pace, che accompagna un cammino pensato per trasformare le città coinvolte in altrettanti “Cantieri di Pace”.
A Bergamo il Giro coinvolgerà istituzioni, università, scuole, associazioni e società civile, con una particolare attenzione alle giovani generazioni e alla costruzione di occasioni concrete di educazione e partecipazione.
Sono previste, tra le altre, le partecipazioni del Presidente del Coordinamento Nazionale e del Presidente del Coordinamento Provinciale.

L’arrivo è previsto alle 13:00 in Piazzale Sant’Agostino, dove sono in programma gli interventi istituzionali del Comune di Bergamo, dell’Università degli studi di Bergamo, del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, del Coordinamento Provinciale e della società civile.

Dopo il pranzo al sacco sul pratone della Fara, il programma proseguirà dalle 14.00 negli spazi universitari di Sant’Agostino con eventi, attività, laboratori, testimonianze, mostre e momenti di riflessione dedicati alla pace e alla convivenza.
Alle 17:45, nell’Aula Magna di Sant’Agostino, si terrà il concerto-conferenza "Pace e guerra", seguito alle 19:15 dalla conclusione della giornata e dai saluti.

Il programma completo: https://shorturl.at/i6HlF
Per iscriversi agli eventi del pomeriggio e al concerto-conferenza: https://forms.gle/euHoCXNNy35geXnA8

Percorso formativo "pace, nonviolenza, convivenza"

Dal 8 ottobre al 18 dicembre 2026, promosso dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, si terrà il percorso, aperto a insegnanti, operatori sociali e sociosanitari, cittadini attivi, personale tecnico-amministrativo e studenti dell’Università di Bergamo, che intende offrire strumenti teorici e pratici per comprendere e affrontare i conflitti, promuovendo la pace come pratica sociale, relazionale e politica.

Le 86 ore di formazione sono articolate in cinque moduli:

  • Pace e Nonviolenza
  • Coltivare la pace nei contesti urbani
  • Coltivare la pace nelle relazioni, a scuola e nelle comunità
  • Formare e formarsi alla pace
  • Il teatro come strumento di pace, a cura della Fondazione Teatro Donizetti

L’obiettivo è sviluppare conoscenze e competenze per leggere i conflitti, gestire le relazioni attraverso approcci nonviolenti e contribuire alla costruzione di comunità fondate sul riconoscimento reciproco, sulla giustizia e sulla cura delle relazioni.

Il programma completo: https://shorturl.at/U5qwG
Partecipazione gratuita. Per iscriversi a tutto il percorso a singoli moduli: https://forms.gle/izivD3qvSx7re527A

Una rete per la pace

"Tessiture di Convivenza" nasce dal lavoro condiviso tra Università degli studi di Bergamo, Comune di Bergamo insieme a una rete ampia e articolata di soggetti impegnati sui temi della pace e della convivenza.

Tra i promotori e collaboratori figurano: RUniPace, il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, il Coordinamento Provinciale Bergamasco Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Rete Nazionale delle Scuole di Pace, la Rete della Pace di Bergamo, ACLI Provinciali di Bergamo, AFP Patronato San Vincenzo, Alilò Futuro Anteriore, Associazione Generale Mutuo Soccorso, AIPP, ANVCG, Associazione Pangea, CSV Bergamo, Cooperativa Ruah, Coordinamento Comunità Alloggio e Reti Familiari, Fondazione Teatro Donizetti, Generazioni Famiglie e Accoglienza, Gruppo Aeper, Imparare la Pace – Scuola popolare di nonviolenza della Fondazione Serughetti La Porta, InConTra, ISPS Lombardia, Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bergamo, Movimento Cittadinanza Riflessiva, Ordine degli Psicologi della Lombardia, Punto Pace Pax Christi Bergamo, Rotaract Bergamo Città Alta, Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro e Ufficio per il Dialogo interreligioso della Diocesi di Bergamo.

Le dichiarazioni

In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali e profonde divisioni, promuovere la pace significa assumere una responsabilità politica e civile. Le istituzioni hanno il dovere di non rassegnarsi alla logica del conflitto e di investire, anche a livello locale, nella costruzione di una cultura fondata sul dialogo, sulla nonviolenza, sulla giustizia sociale e sul rispetto dei diritti.
Con “Tessiture di Convivenza” il Comune di Bergamo e l’Università degli studi di Bergamo scelgono di mettere in campo, insieme a una rete ampia e plurale del territorio, un percorso che vuole tradurre questi principi in occasioni concrete di confronto, formazione e partecipazione. È un impegno che riguarda l’intera comunità e che coinvolge istituzioni, scuola, università, associazioni, giovani e cittadini.
La Marcia del 27 settembre assume un significato particolare perché porta a livello cittadino e territoriale una mobilitazione che è insieme locale e globale. È il modo con cui Bergamo e il suo territorio possono dare voce, nello spazio pubblico, a una domanda di pace che attraversa le comunità e che oggi riguarda il mondo intero. Camminare insieme significa rendere visibile questa volontà, mettere in rete persone e realtà diverse e trasformare una richiesta condivisa in partecipazione e responsabilità collettiva.
La pace non è soltanto l’assenza della guerra: è una scelta politica e culturale che si costruisce ogni giorno, nella capacità di affrontare i conflitti senza ricorrere alla violenza, di contrastare le disuguaglianze e di rafforzare i legami sociali e democratici. Bergamo vuole fare la propria parte, contribuendo a costruire una comunità più consapevole, capace di dialogare e di assumersi la responsabilità del proprio futuro.
Il 27 settembre vogliamo quindi una città e un territorio che camminino insieme, perché la pace ha bisogno di istituzioni e di cittadini che scelgano di mobilitarsi insieme e di partecipare.” Marzia Marchesi, Assessora alla Pace del Comune di Bergamo

“L'Università degli studi di Bergamo fa parte della Rete delle Università per la Pace, un contesto nel quale portiamo tutte le attività che l'Ateneo sviluppa su questo tema — dalla ricerca ai percorsi di dottorato, fino alla valorizzazione delle conoscenze — trovando in questa rete uno spazio di sinergia e di risonanza. Anche le iniziative condivise con il Comune di Bergamo, penso in particolare al progetto Com-Uni, "Bergamo città universitaria", si inseriscono in questo percorso condiviso.

La Settimana per la Pace, in programma dal 21 al 26 settembre, ne è un esempio concreto: sette giorni di laboratori, incontri, mostre, dialoghi e attività partecipative, pensati per costruire la pace attraverso pratiche e relazioni, non solo attraverso la riflessione teorica. È un programma che nasce da una collaborazione molto forte tra i soggetti coinvolti, che hanno lavorato insieme per mettere a punto un numero davvero significativo di iniziative, e di questo va dato merito a tutti.
Gli eventi di cui parliamo oggi nascono in particolare all'interno delle attività di valorizzazione delle conoscenze del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali e colgo quindi l'occasione per sottolineare il percorso svolto dal Dipartimento in questa direzione e gli ottimi risultati conseguiti dal gruppo di lavoro dedicato a queste attività sotto la guida del prof. Attà Negri, referente del Dipartimento per la valorizzazione delle conoscenze.
Ricordo infine che da ottobre riprenderà anche il ciclo di incontri sulla Pace organizzato dal Prof. Tira, un ulteriore tassello di un impegno che l'Ateneo porta avanti con continuità nel tempo e il forte interesse che l’Università degli studi di Bergamo raccoglie con il Dottorato nazionale in Peace Studies (Studi sulla Pace) promosso dalla Rete delle Università italiane per la Pace (RuniPace) e coordinato da Sapienza Università di Roma, con 352 domande da 35 Paesi del Mondo.” Elisabetta Bani, Prorettrice con delega alla valorizzazione delle conoscenze e ai rapporti con il territorio dell'Università degli studi di Bergamo

“La pace non è soltanto una responsabilità dei governi e delle istituzioni internazionali. È anche una responsabilità dei territori e delle comunità, e i Comuni possono fare molto. Come amministratori locali non abbiamo gli strumenti per fermare una guerra, ma abbiamo una responsabilità precisa: non essere neutrali di fronte alla sofferenza e lavorare perché la pace diventi una pratica quotidiana, a partire dalle nostre comunità. Per questo siamo impegnati costruire una cultura della pace attraverso le scuole, le associazioni e le iniziative pubbliche; promuovere il dialogo e la solidarietà; sostenere concretamente le popolazioni colpite dalle guerre; creare reti tra città e comunità di Paesi diversi.” Marta Avogadri, Coordinamento Provinciale Bergamasco Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani 

“In un tempo in cui i discorsi bellicisti occupano sempre più spazio nel linguaggio pubblico e la guerra viene presentata come inevitabile, è necessario costruire insieme una contro-narrazione fondata sul disarmo, sulla diplomazia, sulla giustizia e sulla cura. Lo faremo in presenza, aderendo come Rete Bergamasca Pace e Disarmo a tutti gli eventi della Settimana della Pace e alla marcia del 27 settembre. Pensiamo che la pace non sia un’aspirazione astratta, ma una pratica collettiva che nasce dalle relazioni e dalla capacità di fare rete tra persone, associazioni e istituzioni. Marciare tutte insieme significa rendere visibile questa rete e affermare che un’alternativa alla logica delle armi è possibile e va costruita, giorno dopo giorno, nelle nostre città, nei nostri territori e nelle relazioni che li attraversano.” Ayman Bourrai Nidil, Rete Bergamasca Pace e Disarmo

“La pace non si costruisce soltanto attraverso le grandi scelte politiche, ma anche grazie alla cultura che ogni giorno contribuiamo a diffondere e alimentare nelle nostre comunità. Un teatro, in questo senso, può fare molto: è un luogo nel quale persone diverse si incontrano, ascoltano storie, condividono emozioni, si confrontano con punti di vista differenti. È uno spazio pubblico nel quale si allena lo spirito critico, si impara a riconoscere l’altro e a mettersi in relazione con ciò che non si conosce.
Per questo riteniamo molto importante che la Fondazione Teatro Donizetti partecipi a “Tessiture di Convivenza” e, in particolare, al percorso formativo “Pace, Nonviolenza, Convivenza” con le due giornate “Dentro il Teatro. Il teatro come strumento di pace”. Portare il teatro dentro un progetto dedicato alla costruzione di una cultura della pace significa riconoscere fino in fondo la responsabilità educativa che un’istituzione culturale ha nei confronti della propria comunità. Il teatro non offre risposte semplici ai conflitti, ma può essere uno strumento didattico per insegnare ad attraversarli, soprattutto alle giovani generazioni, offrendo loro strumenti per leggere il presente e immaginare nuove possibilità. Le due giornate dedicate alla formazione di insegnanti e futuri docenti – quest’anno trasversali tra lirica e prosa – nascono proprio da questa convinzione: educare alla pace significa anche formarsi alla relazione, all’ascolto e alla gestione del conflitto.
Non si tratta di un semplice momento informativo sugli spettacoli, ma è un’opportunità di formazione autentica, aperta, multidisciplinare e condivisa. Attraverso i vari focus sui singoli progetti, gli incontri sui temi delle stagioni artistiche e i laboratori esperienziali rivolti ai diversi ordini scolastici, i partecipanti potranno entrare nel cuore dei processi creativi e pedagogici dei Servizi Educativi del Teatro Donizetti, incontrando artisti, formatori e professionisti dello spettacolo.
Educare alla pace è un compito che riguarda tutti noi e per il quale il Teatro può mettere a disposizione uno dei suoi strumenti più preziosi: la capacità di farci incontrare.” Massimo Boffelli, Direttore generale Fondazione Teatro Donizetti

In allegato:


A cura di
Fabrizia Lorusso
Responsabile cerimoniale
Specialista attività di staff - comunicazione istituzionale

Ultimo aggiornamento: 08/09/2026