Descrizione
Lunedì 13 aprile, a Palazzo Frizzoni, la rievocazione della prima seduta del 3 aprile 1946.
A giugno e in autunno le altre iniziative culturali in programma.
Il 2 giugno 2026 ricorre l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Com’è noto, in quella data si tenne infatti il referendum con cui gli italiani - e per la prima volta anche le italiane - furono chiamati alle urne per decidere tra Monarchia e Repubblica e per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione. Fu un momento fondamentale di partecipazione collettiva, in cui prese forma un’idea di cittadinanza repubblicana che trovò nella Costituzione una delle sue più alte espressioni.
Ma il referendum del 2 giugno non fu in realtà il primo appuntamento con le urne: fu preceduto infatti dalle elezioni amministrative che si svolsero il 24 marzo 1946, anch’esse a suffragio universale. Il Consiglio comunale neo eletto si riunì per la sua prima seduta in Sala Galmozzi il 3 aprile.
L’amministrazione comunale ha scelto di realizzare un programma dedicato ai due avvenimenti, con un calendario di eventi pubblici che si protrarrà durante tutto l’anno, a confermare l’importanza di questo momento storico cruciale.
Il percorso di memoria parte dalla cerimonia di celebrazione di quel 3 aprile 1946, con un Consiglio comunale straordinario lunedì 13 aprile.
“Ricordare la nascita del Consiglio comunale e della Repubblica non significa soltanto celebrare una ricorrenza, ma riportare dentro il presente le radici della nostra democrazia. È nei Comuni che, già nel 1946, si è riattivata la vita democratica del Paese ed è nei Comuni che ancora oggi questa democrazia si misura ogni giorno, nella qualità delle decisioni, nella capacità di ascolto e nella partecipazione reale delle persone.
Per questo abbiamo scelto di costruire un percorso di iniziative che accompagni la città fino al 2 giugno, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni e rendendo questa storia più vicina e comprensibile. La memoria, da sola, non basta: diventa viva solo se riesce a orientarci nelle scelte quotidiane e a rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.
È questo il senso più profondo del percorso che presentiamo oggi: non fermarci a ricordare, ma continuare a costruire, insieme, una democrazia viva e concreta nel contributo di ciascuno.” dichiara la Sindaca Elena Carnevali
Ecco le iniziative
80 ANNI DEL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE
“Quelle del 24 marzo 1946 non rappresentarono soltanto elezioni finalmente libere, ma un passaggio storico di portata epocale nel sancire il diritto delle donne di far parte a pieno titolo della vita democratica della propria comunità.
Pochi giorni dopo, alle ore 17 del 3 aprile, nella odierna Sala Galmozzi, ebbe inizio la prima seduta del nuovo Consiglio comunale. In quell’aula la libertà di parola e l’ascolto reciproco si affermarono come pilastri imprescindibili della vita politica.
La seduta, convocata dal Sindaco uscente Antonio Cavalli, e presieduta da Ferruccio Galmozzi che venne lì nominato Sindaco, vide la partecipazione di tutti i 40 consiglieri eletti, tra i quali anche due donne: Giannina Giavazzi ed Elisabetta Ambiveri, figure di altissimo valore la cui presenza fu un segno potente che, da quel momento, la democrazia sarebbe stata più ampia, più giusta, più viva.
Il 13 aprile vogliamo raccontare tutto questo perché la nostra storia amministrativa sia patrimonio condiviso.” Racconta la presidente del Consiglio Romina Russo
A questo avvenimento così significativo per la vita istituzionale della città verrà dunque dedicata la seduta del Consiglio comunale straordinario di lunedì 13 aprile 2026 alle ore 18.00.
La formula sarà duplice.
Da una parte la celebrazione, con gli interventi della presidente Russo, della sindaca Elena Carnevali, della vice Presidente del Senato Anna Rossomando, che ha accolto l’invito a portare il suo contributo sul valore della ricorrenza e del suffragio universale.
Dall’altra la rievocazione, con una rilettura teatrale di alcuni interventi significativi tratti dal verbale della prima seduta, riscritti in una drammaturgia ad hoc affidata all’attore Tiziano Ferrari che la interpreterà dal vivo.
Le campane a festa di quel 3 apriletorneranno a risuonare a Palazzo Frizzoni in apertura del Consiglio straordinario e il coro dei bambini dell’I.C. “I Mille” lo chiuderanno con l’Inno d’Italia.
In esposizione, nell’Aula consiliare durante il Consiglio straordinario, anche il registro delle Adunanze del Consiglio comunale 1946-1947 conservato negli Archivi storici della Biblioteca civica Angelo Mai.
La celebrazione in Consiglio comunale delle 18.00sarà preceduta, nella mattina del13 aprile alle ore 11.00, dallo svelamento della scultura in bronzo di Elia Ajolfi collocata dal Comune nel 1978 a ricordo di Ferruccio Galmozzi, in via Santuario dell’Addolorata 1, appena restaurata a cura dei 26 nipoti dell’ex Sindaco.
80 ANNI DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA
Il programma dedicato agli 80 anni della Festa della Repubblica proseguirà con alcuni appuntamenti nel mese di giugno e con uno in autunno.
“Celebrare l’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 significa rendere omaggio a uno dei momenti più alti e fondativi della nostra storia nazionale. Con quella scelta, nata dalle macerie della guerra e della dittatura, il popolo italiano fu chiamato a decidere il proprio futuro, sancendo la nascita della Repubblica e affermando con forza i principi di libertà, democrazia e partecipazione. L’Amministrazione comunale si è impegnata in un progetto di ampio respiro, che potesse non solo celebrare questo importante momento nazionale, ma calarlo nel nostro territorio. Ne è nata una programmazione che ci impegna nel corso di tutto l’anno: parte con le celebrazioni del primo Consiglio Comunale di Bergamo e si snoda in un calendario di azioni culturali volte ad approfondire momenti importanti di questa storia. Il 2 giugno, con una piccola esposizione della Bandiera dell’UDI di Romano di Lombardia, e il 10 giugno, giorno in furono proclamati i risultati provvisori del referendum, con un incontro a cura di Isrec e uno spettacolo nel cortile di Palazzo Frizzoni. In autunno, sarà inaugurata una mostra dedicata ad approfondire il passaggio alla democrazia in città: un lavoro collettivo fondato sulla co-progettazione tra le principali istituzioni che in città si occupano di Storia, unite nell’obiettivo di ricostruire il contesto economico e sociale dell’epoca attraverso ricerche originali appositamente condotte nei rispettivi archivi. Una mostra dedicata a tutta la cittadinanza, e in particolare alle nuove generazioni, alle quali va trasmessa la consapevolezza di quanto i diritti acquisiti - il voto, la partecipazione popolare, le istituzioni democratiche - non siano scontati, ma vadano custoditi e rinnovati ogni giorno.” Spiega l’Assessore alla Cultura Sergio Gandi
I momenti istituzionali
Il 2 giugno, in concomitanza con le cerimonie istituzionali a cura della Prefettura, sono previsti: la deposizione di una corona d’alloro alla targa dedicata ai Padri costituenti bergamaschi (On. Antonio Cavalli, On. Carlo Cremaschi, On. Giuseppe Belotti, On. Rodolfo Vicentini) posta nel cortile di Palazzo Frizzoni; l’esposizione, all’interno di Palazzo Frizzoni, della bandiera della Pace realizzata dall’UDI - Unione Donne Italiane di Romano di Lombardia conservata presso l’Archivio dell’Isrec Bergamo, accompagnata da un testo di approfondimento storico.
Lo spettacolo teatrale
Il 10 giugno, alle ore 21.00 nel cortile di Palazzo Frizzoni, si terrà lo spettacolo Donne Belle Bandiere di pace, drammaturgia e interpretazione di Elisabetta Vergani, musica dal vivo Emma Baiguera. Una produzione di Farneto Teatro e Isrec Bergamo ETS, insieme a Unione Donne in Italia e Istituto nazionale Ferruccio Parri, realizzato con il sostegno di Fondazione Memoria della Deportazione, nell’ambito del progetto Stanche di guerra.
Lo spettacolo “Donne Belle Bandiere di pace” nasce da una ricerca sostenuta da Isrec Bergamo, Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Fondazione Memoria della Deportazione. Lo studio mette al centro la campagna per il disarmo e contro la bomba atomica lanciata dall'Unione Donne Italiane (erede nel dopoguerra dei Gruppi di Difesa della donna) a Milano, nell'ottobre del 1947, in occasione del Secondo congresso che elegge segretaria dell'associazione la costituente Maria Maddalena Rossi, pavese e milanese d'adozione, arrestata dalla polizia fascista a Bergamo nel 1942 per avere denunciato pubblicamente, nell'hall dell'albergo dove era sfollata dopo i bombardamenti di Milano, la guerra nazifascista e la sua violenza.
In quella campagna saranno raccolte 3 milioni di firme di donne attraverso una mobilitazione capillare in cui, per la prima volta nel nostro paese, verranno cucite le bandiere della pace. Le firme raccolte saranno poi consegnate, prima al Presidente della Repubblica De Nicola, in occasione delle Assise della Pace che l’UDI organizzerà il 14 marzo 1948, e poi all’ONU grazie a una delegazione partita da Roma il 4 novembre 1948. Il viaggio della delegazione rappresentò la prima volta che l'Italia entrò all'ONU, portandovi, come sottolinea il suo vicepresidente, Benjamin Cohen, “la voce dei popoli”. Le donne furono aggregate per un giorno alla Commissione crimini contro l'umanità e vi intervengono come esperte. In concomitanza con il viaggio in molte città, anche a Bergamo, furono organizzati dei comizi della pace e vennero consegnate ai sindaci le bandiere della pace: sotto la Torre dei Caduti fu il sindaco Galmozzi a ricevere il 28 novembre 1948 la bandiera della pace consegnata dall'operaia Rosa Sora e cucita dalle lavoratrici tessili.
“Ad oggi la bandiera consegnata al Sindaco di Bergamo non è stata ritrovata. Esiste, invece, nell'archivio dell'Isrec, una bandiera dell'UDI di Romano che testimonia la mobilitazione del 1947. Studiare quella vicenda ha significato fare i conti con un episodio dimenticato dalla storia, e con una visione di paese che è stata poi risucchiata dalla contrapposizione partitica radicalizzatasi nel 1948, ma che oggi pare necessario ritornare a raccontare, per rappresentare quell'urgenza di pace che è a fondamento della nostra costituzione e che le donne hanno reso pratica quotidiana prima dentro la guerra, per immaginare una comunità libera dal fascismo, e, poi, per costruire il paese democratico nato con la Costituzione.
Presentare lo spettacolo Donne Belle Bandiere di Pace a Bergamo in occasione della Festa della Repubblica significa non solo portare a conoscenza un episodio dimenticato della storia politica di questo paese, ma anche far emergere quell'impegno delle donne per la pace capace di dare corpo all’articolo 11 della Costituzione e desiderare un paese alla testa dei popoli nella ricerca della pace. Sono passati ottant'anni da quando nel nostro paese le donne hanno votato per la prima volta e questo spettacolo testimonia il ruolo da loro assunto nella ricostruzione democratica, dentro e fuori le aule parlamentari, nella cura dell'immaginario e nelle lotte per i diritti, non limitandolo al solo esercizio del diritto di voto.” Affermano Elisabetta Ruffini e Luciana Bramati, Isrec Bergamo
Lo spettacolo sarà preceduto, dalle 18.30 alle 19.30 in Aula consiliare di Palazzo Frizzoni, da un incontro con Elisabetta Vergani e Emma Baiguera moderato dal collettivo Je Suis SémantiQue, nato all'interno dell'Archivio delle donne a Bergamo nel 900 dell'Isrec e che ha curato la ricerca alla base dello spettacolo. Sarà l'occasione per approfondire il tema della partecipazione delle donne alla rinascita di un tessuto sociale capace di dare vita a un'Italia antifascista, in pace e democratica.
La mostra
In autunno, verrà presentata la mostra, ideata dal Comune di Bergamo in occasione dell’80° anniversario del 2 giugno 1946, che ricostruirà il delicato passaggio alla democrazia dopo venti anni di dittatura fascista nel contesto locale, con particolare attenzione al processo di conseguimento da parte delle donne del diritto di voto e di rappresentanza.
Il percorso espositivo, allestito presso l’atrio scamozziano della Biblioteca Civica Angelo Mai, si articolerà in tre sezioni tra documenti e fotografie: la prima sarà dedicata alla riorganizzazione della partecipazione democratica dopo la Liberazione; la seconda si concentrerà sul ritorno al voto con le amministrative del marzo 1946 e con le elezioni del 2-3 giugno per il referendum istituzionale e la designazione dei membri dell’Assemblea Costituente; la terza sezione illustrerà i preparativi per la stesura della Costituzione.
La mostra sarà frutto della collaborazione tra diverse istituzioni culturali che metteranno a disposizione materiale documentario proveniente dai propri archivi e che stanno lavorando, in questi mesi, alla progettazione del percorso espositivo: Fondazione Bergamo nella storia, Biblioteca Civica Angelo Mai, Sistema Bibliotecario Urbano, Archivio di Stato e Isrec.


