Come è regolata la vendita di prodotti alcolici?

L'agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha chiarito che non è soggetta a denuncia di attivazione la vendita di prodotti alcolici effettuata direttamente nei confronti del consumatore finale, nelle varie forme previste dalle discipline di ciascun settore economico, svolta all’interno di esercizi pubblici, di intrattenimento pubblico, di esercizi ricettivi e rifugi alpini (Nota dell'Agenzie delle Dogane 09/10/2017, n. RU 1130015).

Non sono soggetti pertanto a denuncia:

  • gli esercizi di vendita di liquori o bevande alcoliche di cui al Regio Decreto 18/06/1931, n. 773, art. 86 "Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza", già richiamati dal Decreto legislativo 26/10/1995, n. 504, art. 63, com. 5 ovvero quelli annessi, ad esempio, ad alberghi, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè ed esercizi similari
  • la vendita al dettaglio di alcolici in esercizi di vicinato, nelle medie o grandi strutture di vendita ovvero i negozi al minuto, supermercati ed ipermercati
  • gli esercizi di somministrazione al pubblico di bevande alcoliche, per il consumo sul posto, ovvero i ristoranti, tavole calde, pizzerie, birrerie, bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari
  • gli esercizi operanti con carattere temporaneo nel corso di sagre, fiere, mostre e simili
  • la vendita al dettaglio di bevande alcoliche per mezzo di apparecchi automatici.

Per garantire uniformità di disciplina agli esercizi di vendita per i quali ricorrono le medesime condizioni giustificative, è da ritenersi parimenti esclusa dall’obbligo di denuncia la somministrazione di bevande alcoliche nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli privati.

Resta fermo l’obbligo di denuncia di attivazione nonché di correlata licenza fiscale per gli esercenti la vendita all’ingrosso, ivi compresi quelli esonerati che gestiscono i depositi a scopo di vendita (Decreto legislativo 26/10/1995, n. 504, art. 29, com. 3).