Segni e sogni d'alpe: riapre la mostra a Palazzo della Ragione

Dagli uffici

logo mostraRiapre dal 23 maggio 2020 la mostra fotografica Segni e sogni d'alpe, passione orgoglio e resilienza presso il Palazzo della Ragione, a ingresso libero in collaborazione con la rivista Orobie e curata da Moma comunicazione.
Restano sospese le visite guidate e ogni evento collaterale. É stato previsto, per legge, uno specifico piano di accesso ai visitatori.

Specifico piano di accesso per i visitatori alla sala delle Capriate

 

Giorni e orari di apertura

 

- venerdì 29 maggio, dalle ore 15:00 alle ore 22:00

- sabato 23 e 30 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 19:00

- domenica 24 e 31 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 19:00

- lunedì 1 giugno, dalle ore 15:00 alle ore 19:00

- martedì 2 giugno, dalle ore 10:00 alle ore 19:00

Numero massimo di visitatori in contemporanea nella sala

30

Sistema di prenotazione

a oggi non previsto

 

 

 

 

Note

 

- ascensore: si informano i visitatori della temporanea impossibilità di utilizzare l’ascensore per l'accesso dei disabili.

- entrata: dallo scalone in piazza vecchia; uscita: sotto i portici del palazzo della Ragione attraverso l’uscita di sicurezza.

- guardaroba/deposito: non è previsto il servizio guardaroba, né il deposito di borse/zaini/ombrelli, né di altri beni di qualunque genere. Non è ammessa l’introduzione di ombrelli.

- servizi igienici: non disponibili

“L'esposizione è occasione per rinsaldare il legame che Bergamo ha sempre intessuto con le sue valli: la città si fa cassa di risonanza del patrimonio paesaggistico e agroalimentare del suo territorio circostante", racconta l'Assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti. Nelle fotografie di Marco Mazzoleni sfilano uomini e donne che recuperano antiche attività di famiglia o che decidono di intraprendere percorsi alternativi, ispirandosi a quella rinnovata attenzione all'ambiente e alle produzioni ispirate a un'economia sostenibile. L'uomo abita da millenni il paesaggio e, anche nelle nostre terre alte, ha reinterpretato e modificato i luoghi assecondando le proprie necessità legate alle attività produttive della nostra tradizione, tra cui spiccano l'alpeggio e la relativa produzione casearia. È tempo di valorizzare e diffondere questo prezioso tassello di storia orobica, un patrimonio antropologico fatto di persone, mestieri, prodotti e saperi artigianali che deve essere, oggi più che mai, conservato e tramandato come elemento di crescita culturale e civica di Bergamo.

Ultimo aggiornamento: 25/05/2020 10:09.02