Si è scoperto che un militare dell’esercito di Carlo VIII°, Re di Francia, che ha percorso tutta la penisola italiana, da Milano a Napoli, dopo aver contratto un nuovo e sconosciuto morbo, popolarmente detto il "mal francese” o, come verrà poi indicato col termine medico di “sifilide” ha fatto ritorno in Città ... Appena rientrato, il giovane militare, ha manifestato una generale debolezza, con febbre alta e con la presenza di pustole un po’ in tutto il corpo. I medici che lo hanno visitato non hanno saputo diagnosticare esattamente di quale malattia si trattasse: quei sintomi erano a loro sconosciuti come lo erano alla letteratura medica contemporanea per cui non hanno saputo come curarlo e come salvargli la vita: infatti dopo pochi giorni il giovane è morto. La sua malattia e la sua morte hanno però innescato una vera e propria pestilenza in tutta la Città: prima i familiari, poi gli amici, poi molti conoscenti, insomma coloro che hanno avuto contatti o con lui o con le persone da lui infettate, si sono ammalate e molti di loro sono poi morti. Una delle molte epidemie (sconosciute o dimenticate) che hanno segnato la storia della nostra Città. Lo storico Donato Calvi che ci tramanda queste notizie non ci dice quante furono le persone che morirono, ma parla però di una malattia che ”durò a lungo”e che sconvolse la Città anche perché, a quel tempo, non vi erano rimedi medici efficaci. Con il passare del tempo, poi, l’infezione pare si sia attenuata e poi sia sparita liberando la Città dalla paura.
