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Grido d'allarme dei commercianti di città Alta

La crisi del commercio al minuto e delle botteghe artigiane di Città Alta si è diventata così grave da mettere in serio pericolo la sopravvivenza di molte attività... I commercianti e gli artigiani però non demordono ed ancora una volta hanno manifestato pubblicamente il loro disagio chiedendo alle autorità cittadine interventi decisi per frenare il declino delle loro attività. In una documento, presentato al Sindaco, e poi reso pubblico, si chiede: 1- una moratoria fiscale che, precisano, non è la richiesta di non pagare imposte e tasse, ma di dilazionare nel tempo i pagamenti; 2- che si intervenga con aiuti particolari alle aziende a conduzione famigliare , che sono maggioritarie e che soffrono di più per la crisi; 3- che si intervenga con un piano apposito per frenare la continua diminuzione dei residente (...ormai sono solo 7.000...) per cui degli acquirenti e facilitare i negozianti e gli artigiani che, dovendo chiudere in Città Alta desiderano spostarsi in altre zone della Città; 4- sostenere le botteghe artigiane che svolgono da sempre delle attività che sono tipiche di Città Alta (falegnami, fabbri...) e, per ultimo si chiede che l’Amministrazione comunale contribuisca alle spese che devono essere sostenute per i lavori di adeguamento estetico all’ambiente dei negozi e delle botteghe. Si pensa anche alla costituzione di un organismo che difenda queste attività che sono parte integrante della storia dell’Antico Borgo. Il Comune e la Camera di Commercio hanno detto di condividere quasi tutte queste richieste e si sono detti disponibili a dare risposte” concrete" in tempi brevi, ipotizzando anche la possibilità di istituire "un’isola pedonale" per rendere più attrattivo il centro: ma su questa ipotesi non tutti convengono, anzi...