Lo scorso mese di gennaio il Municipio inoltrava al Governo una forte denuncia sulle tristi condizioni in cui era precipitata la città e la provincia dopo l’Unificazione nazionale alla quale, si faceva notare, i Bergamaschi avevano contribuito in modo determinante: ad oltre quattro mesi, però, da Torino non è arrivata ancora nessuna risposta… Oggi lo stesso Prefetto ha inviato al Ministro una comunicazione che, come quella del Comune, denuncia nei seguenti termini, molto realistici, la situazione in cui è ridotta la città : “ Un cumulo di cause provenienti da fonti molteplici, da origini diverse, ha contribuito potentemente nel breve giro di questi ultimi anni ad imprimere alla città e provincia della quale noi abbiamo l’onore di essere rappresentanti, una disgustosa impronta di deperimento, tanto considerato dal punto di vista materiale che da quello morale. Da un lato la dominazione straniera con una persistenza uguale alle nostre sofferenze, avente una parte insigne e cospicua in questo lavoro di asfissia: le sorgenti di produzione e di ricchezza inaridite; i prodotti principale del suolo annientati, il commercio arenato, le industrie spente... La possidenza depressa dalle continue espropriazioni forzate, poi il territorio della provincia mutilato; molti dei principali uffizi asportati…”. In sostanza, anche il Prefetto, in perfetta sintonia con il Comune, richiede un intervento del Governo per sostenere una ripresa generale dell’economia e della “morale” di una città la cui popolazione dopo aver contribuito in modo determinante, anche con il contributo di vite umane, alla formazione della nuova Italia si sente abbandonata e penalizzata dalle scelte politiche nazionali.
