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È morto Bartolomeo Colleoni

Bartolomeo Colleoni, uno dei più famosi e potenti condottieri del Quattrocento europeo è morto nel suo castello di Malpaga. Le sue imprese militari sono note a tutti: condottiero di milizie, disponeva di fatto di un proprio esercito personale, Colleoni ha combattuto per quasi tutti i potenti del suo tempo: per il Re di Napoli, il Duca di Milano e per la “sua” Repubblica di Venezia, con la quale ebbe un rapporto particolarmente intenso e per questo venne insignito di titoli e di onori. Fu stimato e corteggiato dai potenti d’Europa che, nella sua residenza - corte di Malpaga, vennero ospitati con tutti gli onori. Oltre che uomo potente Colleoni fu anche un uomo ricchissimo. I titoli di cui poteva fregiarsi erano molti: era signore di Antegnate, di Calcinate, di Castell’Arquato, di Cavenago d’Adda, di Cologno al Serio, di Covo, di Malpaga (dove vi era il castello e la sua residenza), di Martinengo, di Mornico al Serio, di Romano di Lombardia, di Solza e di Urgnano. Colleoni ebbe sempre rapporti molto intensi con Bergamo: in Città Alta, dove disponeva di un elegante palazzo, aveva fatto costruire la Cappella funebre per Medea, la figlia prediletta, morta in giovane età. Per costruire la Cappella, il Colleoni fece abbattere una parte della Basilica di Santa Maria Maggiore che era il Tempio più importante della Città. Per la sua attività militare egli era sovente lontano dalle sue terre e dai suoi possedimenti ai quali però era molto legato e dai quali traeva anche benefici economici notevoli. Dopo la morte, questa notte stessa, la salma è stata portata da Malpaga a Bergamo dove sono state subito organizzate eccezionali onoranze funebri: tutta la Città è in lutto perché Colleoni è una personalità che è penetrata a fondo nell’immaginario di tutti i cittadini, specialmente di quelli di Città Alta La salma, deposta in una lussuosa bara aperta, appena arrivata in Città, è stata posta alla sommità di un enorme catafalco, circondato da centinaia di candele, realizzato di fronte all’altare della Basilica di Santa Maria Maggiore. Il corpo rimarrà per tre giorni esposto alla pietà pubblica: saranno giorni di lutto nel corso del quale è previsto l’omaggio funebre di cittadini e di autorità. Anche Venezia, la sua Patria di elezione, lo ricorderà con funerali solenni e suntuosi in un periodo successivo, il prossimo 4 gennaio.