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Il palazzo della famiglia Frizzoni trasformato in un ospedale da campo

Se pur poco conosciuta, anche nella nostra città, tra il 18 ed il 23 marzo del “fatale ‘48”, vi fu una rivolta, anzi una rivoluzione, anti-austriaca che si concluse con l’abbandono inglorioso della città da parte dell’esercito austriaco. Gli scontri a fuoco furono numerosi e si svilupparono in quasi tutti i quartieri della città, ma i più violenti avvennero proprio nell’area antistante il palazzo della famiglia Frizzoni, non ancora del tutto terminato. Il palazzo, infatti confinava con ciò che rimaneva del vecchio convento di Santa Marta che dalla fin dall’inizio dell’Ottocento era stato trasformato in una caserma militare, forse il presidio militare più importante della città dopo quello di Sant’Agostino. Quella caserma, dove si erano rifugiati i militari austriaci e cosacchi di stanza nella bassa città, divenne il fronte degli scontri a fuoco tra i patrioti rivoltosi ed i militari. Il palazzo venne occupato dai combattenti che lo utilizzarono anche come un ospedale da campo. Vi sono parecchie testimonianze letterarie che lo attestano, ma la testimonianza più efficace è rappresentata dal dipinto di L. Bettinelli, oggi al Museo del Risorgimento, dal titolo eloquente: “Attacco dei patrioti alla caserma di Santa Marta”. Passati i cinque giorni di rivolta ed uscite le truppe austriache dalla città il palazzo, a poco a poco, riprese la sua funzione di residenza della famiglia Frizzoni.