Descrizione
Bergamo, 26 maggio 2026 – La Giunta comunale di Bergamo ha approvato il documento di Strategia di Economia Circolare della città, definendo indirizzi e azioni per la transizione dal modello economico lineare al modello economico di economia circolare fondata su riuso, rigenerazione e riduzione degli sprechi.
Il piano è stato presentato oggi in conferenza stampa dall’assessore alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini, l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini e l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina.
Il documento costituisce uno dei pilastri del Climate City Contract, nell'ambito del percorso che vede Bergamo tra le 112 città europee – di cui 9 italiane - selezionate dalla Missione "Carbon Neutral & Smart Cities" per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. La Strategia nasce da un percorso avviato nel 2021 tra il Comune di Bergamo e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che ha portato all'elaborazione di una strategia urbana supportata dal Circular City Centre (C3) e inserita nel quadro del Green Deal europeo.
In questo quadro, l'economia circolare non viene intesa solo come uno strumento ambientale, ma come un vero motore di innovazione urbana e benessere collettivo, capace di generare nuove filiere economiche e occupazione qualificata sul territorio.
Il piano d'azione si fonda su un'analisi del sistema produttivo locale che ha individuato tre settori strategici prioritari: ambiente costruito, beni alimentari e beni di consumo.
Per quanto riguarda l'ambiente costruito, Bergamo punta sulla rigenerazione e rifunzionalizzazione del patrimonio esistente e sull'utilizzo di materiali rigenerabili. In questa visione si inseriscono la valorizzazione di siti dismessi e progetti emblematici come la nuova sede GAMeC nell'ex Palazzetto dello Sport, oltre al recupero dell'ex Carcere di Sant'Agata e dell'ex Asilo Principe di Napoli e l’intervento di riqualificazione e ampliamento delle Piscine Italcementi.
Sul fronte alimentare, la strategia promuove sistemi circolari che integrano la riduzione degli sprechi con fini sociali.
Molti gli esempi virtuosi capaci di gestire le eccedenze alimentari e recuperare pasti non consumati, da Caritas al Banco Alimentare, che recupera ogni anno circa 1.112 tons di cibo nella Provincia di Bergamo, fino a Namastè, che ha recentemente sottoscritto il Climate City Contract e che nel 2024 ha recuperato 16.9937 kg di alimenti e ha consentito l'erogazione di 3.881 spese gratuite tramite la Dispensa Re - Store.
40 stakeholder del territorio siedono invece al Tavolo delle Food Policy di Bergamo, volto a promuovere cibo sano, l'educazione al gusto, volto a valorizzare le filiere corte e ridurre gli sprechi anche attraverso la redistribuzione solidale.
L'attenzione ai beni di consumo mira invece a sfruttare gli oggetti scartati come mezzo di inclusione sociale e a diffondere una cultura del consumo consapevole. Il nuovo Centro del Riuso in via Cremasca diventerà un punto di riferimento per la riparazione e il second-hand, integrando tecnologie sostenibili come tetti verdi e pannelli fotovoltaici. Oltre al Centro del Riuso, la strategia valorizza buone prassi come Triciclo, il laboratorio di cooperativa Ruah che offre percorsi di consumo più consapevoli.
L'innovazione passa anche dalla gestione dei rifiuti stradali, con l'impiego di cestini intelligenti autocompattanti alimentati a energia solare che ottimizzano la raccolta riducendo i volumi.
Queste azioni poggiano su dati di partenza solidi, con una raccolta differenziata che nel 2025 ha raggiunto il 79,2% (all'interno di questo sistema, la frazione organica, FORSU, rappresenta il 28,15% del totale, seguita da carta e cartone al 19,03% e dal vetro all'11,49%) e un sistema capillare di recupero che include 339 punti di raccolta per pile, oli esausti e medicinali e il servizio itinerante "Ecovan" per il conferimento di rifiuti pericolosi nei quartieri.
I prossimi passi del percorso riguarderanno l'implementazione progressiva delle azioni e il rafforzamento della governance attraverso una Cabina di Regia tecnica composta dal Climate Manager, dall'Energy Manager e dai servizi comunali competenti. Questo coordinamento assicurerà il monitoraggio dei risultati e il raccordo con i 42 stakeholder del territorio che hanno sottoscritto il Climate City Contract, mantenendo il documento flessibile e adattabile alle evoluzioni normative e tecnologiche fino all'orizzonte europeo del 2050.
Il Comune ha avviato nel 2025 un nuovo ciclo di advisory con il circular city centre della BEI ed è stato scelto di approfondire prioritariamente il tema dell'ambiente costruito, individuato come ambito ad alto potenziale di impatto per la città. Nell' ambito dell'advisory sono stati definitivi tre progetti pilota, tra cui la creazione di una banca dei materiali -fisica o digitale - per mettere in relazione domanda e offerta dei materiali. Una volta delineati i progetti si procederà alla individuazione degli stakeholder più appropriati. Il medesimo approccio verrà esteso, nelle fasi successive, anche agli altri due ambiti della strategia, beni alimentari e di consumo.
La strategia rimane uno strumento dinamico, pronto ad aggiornarsi per rispondere alle nuove sfide tecnologiche e normative, garantendo coerenza con gli strumenti urbanistici e i piani di mobilità e clima già attivi in città.
"Un documento complesso che fotografa una città dinamica, che se da un lato ha fatto molto per ridurre i rifiuti indifferenziati, può ancora lavorare sodo per ridurre gli sprechi attraverso la prevenzione delle eccedenze alimentari ma anche organizzando piattaforme di scambio tra gli stakeholder dell'ambito delle costruzioni o ripensando il nostro modo di essere consumatori, dando nuova vita alle cose ancora utilizzabili.
La transizione ecologica interessa ogni comportamento e ogni processo ed è compito del Comune individuare i comparti che incidono fortemente sull'economia del territorio per portarli alla circolarità, attraverso il lavoro amministrativo, ma anche costruendo strumenti per agevolare la transizione.
La sfida è, oltre a differenziare, ridurre il quantitativo di rifiuto. Buttare le cose, il cibo, i materiali, è uno spreco di materie prime, di acqua, di energia, di denaro e di tempo lavorativo impiegato nelle produzioni. Ripensare il nostro modello di sviluppo rendendolo sempre più circolare è un'opportunità di crescita, nel rispetto dell'ambiente e della salute delle persone" dichiara l'assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde Oriana Ruzzini
“L’economia circolare applicata all’ambiente costruito significa prima di tutto cambiare il modo in cui pensiamo e trasformiamo la città. Rigenerare, recuperare e rifunzionalizzare il patrimonio esistente non è soltanto una scelta urbanistica, ma un modo concreto per ridurre il consumo di suolo, limitare gli sprechi di materiali e dare nuova vita a spazi già presenti nel tessuto urbano. In questa direzione si inseriscono interventi come la nuova GAMeC nell’ex Palazzetto dello Sport, il recupero dell’ex Carcere di Sant’Agata o dell’ex Asilo Principe di Napoli: progetti diversi tra loro ma accomunati dall’idea di valorizzare ciò che esiste già, integrando sostenibilità ambientale, qualità urbana e nuove funzioni per la città. La strategia che abbiamo approvato ci permette di costruire un quadro coerente al cui interno sviluppare le future trasformazioni urbane, promuovendo criteri sempre più orientati al riuso dei materiali, all’efficienza energetica e alla qualità degli spazi pubblici e privati” dichiara l’assessore alla Rigenerazione urbana, Pianificazione urbanistica, Edilizia privata e patrimonio Francesco Valesini.
“L’economia circolare per noi è uno strumento concreto per ridurre le disuguaglianze e restituire dignità alle persone. Ogni chilo di cibo recuperato dalla Dispensa Sociale, ogni capo riparato al Laboratorio Triciclo, ogni oggetto che trova nuova vita al Centro del Riuso è un’opportunità che torna in circolo: per le famiglie in difficoltà, per i giovani che cercano un mestiere, per chi è rimasto indietro.
Quando mettiamo in rete il Comune, il terzo settore, le parrocchie, le associazioni come Namasté, Caritas e Banco Alimentare, non facciamo solo raccolta e distribuzione. Costruiamo relazioni, creiamo lavoro sociale, diamo valore alle competenze di chi spesso non trova spazio nel mercato tradizionale.
La transizione ecologica non regge se lascia indietro le persone. Per questo nella Strategia abbiamo voluto integrare ambiente e welfare: perché riparare un oggetto, recuperare un alimento, formare una persona al riuso significa allo stesso tempo ridurre gli sprechi e rafforzare la coesione sociale.
Una città circolare è una città più giusta. E una città più giusta è una città che si prende cura, ogni giorno, di chi ha più bisogno” dichiara l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina.
Nella galleria immagini: alcune fotografie della conferenza stampa.


