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Grave marginalità. Presentati l'accordo di collaborazione tra Comune, Fondazione Diakonia, Fondazione Opera Bonomelli per il rafforzamento della rete cittadina e la convenzione con Fondazione Diakonia per il Galgario

Il fenomeno della grave marginalità adulta costituisce un’area prioritaria di intervento nella nostra città.

conferenza stampa

Descrizione

Il fenomeno della grave marginalità adulta costituisce un’area prioritaria di intervento nella nostra città che registra, negli ultimi tempi, una crescita del fenomeno, rappresentando un punto di arrivo e sopravvivenza per numerose persone senza dimora spesso segnate da dipendenze, disturbi psichici o gravi forme di disadattamento socio-economico e relazionale, assenza di reti familiari, precarietà abitativa ed economica, e problemi di salute.

L’Amministrazione comunale  ha progressivamente strutturato interventi condivisi, integrati e sinergici con i soggetti territoriali, in grado di rispondere in modo esteso e qualificato alla domanda sociale rivolta agli adulti in condizione di fragilità, attraverso un modello strategico integrato promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali, in raccordo con il Terzo Settore, che valorizza il contributo del pubblico, del privato sociale e delle reti informali mediante servizi di accoglienza notturna, centro diurno, unità di strada, accompagnamento sociale e percorsi di inclusione, consentendo già la presa in carico della quasi totalità delle situazioni di bisogno. 

Permane tuttavia una quota di situazioni caratterizzate da elevata fragilità sociale, sanitaria e relazionale, che rende necessario un ulteriore consolidamento e potenziamento sistemico delle misure di accoglienza e accompagnamento, in considerazione della funzione di presidio territoriale esercitata dal sistema integrato orientato a intercettare una domanda che si estende oltre l’ambito comunale, con l’obiettivo di prevenire processi di cronicizzazione dell’esclusione sociale e abitativa e l’insorgenza di tensioni nei contesti urbani legati alla prolungata presenza in strada.

L’intenzione è orientare l’evoluzione del sistema verso un modello di accoglienza diffusa, fondato sul superamento della tradizionale logica del dormitorio unico e sulla promozione di un’offerta diversificata di moduli abitativi territoriali. Il riferimento è duplice: sviluppo di modelli innovativi come l'Housing First, che consente di intercettare precocemente le fragilità complesse, prevenire la cronicizzazione dell'esclusione sociale e abitativa, nonché rafforzare la coesione territoriale attraverso il coinvolgimento attivo anche della comunità locale; attivazione di ulteriori moduli di accoglienza notturna e di strutture diffuse.

Da questa premessa nasce, in primo luogo, l'”Accordodi collaborazione per il rafforzamento straordinario della rete cittadina di accoglienza e contrasto alla grave marginalità adulta mediante un sistema di offerta integrato e diversificato – anno 2026”, un ulteriore passo concreto nella direzione di una maggiore prossimità ai bisogni, sicurezza urbana e integrazione con i servizi socio-assistenziali e di pubblica sicurezza che coinvolge il Comune di Bergamo, la Fondazione Diakonia, la Fondazione Opera Bonomelli, in qualità di capofila dell’ATI composta da Il Pugno aperto società cooperativa sociale, Cooperativa impresa sociale Ruah - Società cooperativa sociale Cooperativa sociale Patronato San Vincenzo, Con-tatto Servizi - Società cooperativa sociale. Ma anche la convenzione con Fondazione Diakonia per il Galgario per lo svolgimento dell’attività di accoglienza delle persone senza dimora per l’anno 2026 e il relativo comodato d’uso.

Accordo per il rafforzamento della rete cittadina a contrasto della grave marginalità

Il rafforzamento della rete cittadina di accoglienza rappresenta un investimento strategico per la tutela della dignità delle persone più fragili, la prevenzione del disagio urbano, la promozione della coesione sociale nei quartieri della città.

Finalità

L’Accordo, che si inserisce nel più ampio sistema cittadino di contrasto alla marginalità, senza carattere di esclusività e senza sostituire le collaborazioni già attive, definisce un quadro di collaborazione rafforzata finalizzato a:

  • potenziare in modo significativo e visibile la capacità di accoglienza notturna cittadina
  • sviluppare percorsi di accompagnamento personalizzato verso l’autonomia
  • consolidare un modello integrato di intervento che coniughi tutela della dignità delle persone, sicurezza urbana e coesione sociale.

Azioni

Le attività oggetto dell’Accordo saranno realizzate in costante raccordo con la Direzione Servizi alla Persona del Comune di Bergamo, con l’obiettivo di garantire coerenza con la programmazione sociale cittadina, continuità nei percorsi individuali di presa in carico, integrazione con le altre azioni della rete territoriale.

In particolare sono previsti:

  • il potenziamento dell’accoglienza notturna maschile e femminile

Fondazione Diakonia Onlus:

  • gestione del dormitorio del Galgario (65 posti attivi)
  • attivazione di ulteriori moduli di accoglienza notturna (n. 16 posti per uomini presso via Conventino e n. 14 posti per donne presso via Maglio del Lotto), quale rafforzamento straordinario della rete cittadina
  • l’accoglienza emergenziale diffusa e modello Housing First

Fondazione Bonomelli

  • gestione di strutture di accoglienza in via Pignolo (6 posti), via Serassi (6 posti) e via Beltrami (4 posti), nell’ambito del sistema cittadino di risposta rapida alle situazioni di particolare fragilità.

Convenzione tra Comune e Fondazione Diakonia per lo svolgimento dell’attività di accoglienza delle persone senza dimora per l’anno 2026 e il relativo comodato d’uso del Galgario

Il Comune rinnova la collaborazione con la Fondazione Diakonia per lo svolgimento di attività di pronto intervento e prima accoglienza notturni, e di altri servizi in orario diurno, a contrasto della vulnerabilità adulta presso l’ex convento Galgario. Interventi finalizzati ad offrire. a persone in condizione di grave emarginazione e persone senza dimora. tempi e spazi di relazione finalizzati all’avvio di percorsi di riparazione del danno e, ove possibile, anche percorsi di reinserimento e reintegrazione sociale.

I servizi

  • Il servizio di pronto intervento e accoglienza notturna, con la messa a disposizione di n. 65 posti letto
  • la messa a disposizione di uno spazioper la realizzazione di attività di socializzazione pomeridiane, dove le persone possano trovare sollievo dalla strada, accedere a servizi accessori (lavanderia, distribuzione di beni di 1^ necessità), incontrare personale in grado di assicurare un ascolto in ambiente informale e orientamento ai servizi, socializzare e attivarsi in laboratori e attività che sviluppino le competenze.

Le modalità di accesso

l’accesso degli ospiti alla struttura è previsto che avvenga tramite il filtro svolto dal Polo Unico Diffuso per l’Emarginazione Grave cittadino composto dall’unione dello Sportello Prossimità del Comune di Bergamo e dello Sportello Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento della Fondazione Diakonia.

Le persone possono accedere agli sportelli spontaneamente o tramite segnalazione dei servizi territoriali e unità di strada. Gli sportelli hanno la funzione di approfondire la situazione della persona, attraverso momenti di valutazione, e di inserirla in struttura, sulla base delle sue caratteristiche e delle disponibilità comunicate dalla struttura stessa. Gli operatori dello sportello inviano alla struttura la richiesta di inserimento, specificando le condizioni di permanenza del soggetto, e rappresentano il riferimento per il soggetto e la struttura nel periodo di pronto intervento.

È data priorità nell’accoglienza ai residenti nella città di Bergamo.

Contribuzione economica

Il Comune di Bergamo garantisce alla Fondazione Diakonia il rimborso delle spese sostenute per la realizzazione delle attività indicate per un importo complessivo di € 175.000,00.

Rinnova inoltre la concessione in comodato d’uso gratuito dell’immobile di proprietà comunale dell’ex Convento del Galgario.

“Quando parliamo di grave emarginazione dobbiamo tutti immaginare uno scenario estremamente eterogeneo che necessita di interventi diversi, integrati, che vanno dall’offerta di un dormitorio come luogo di prima accoglienza come il Galgario, per la cui gestione abbiamo rinnovato l’accordo con fondazione Diakonia con la concessione in comodato d’uso gratuito dell’immobile e il sostegno economico di 175.000 euro, all’housing first, con i 5 appartamenti di recente realizzazione con fondi PNRR a cui si aggiungono i 7 già esistenti. In questa “filiera” di accoglienza si inseriscono nuove proposte, oggetto dell’accordo con le Fondazioni Bonomelli e Diakonia, che vedono l’attivazione di strutture diffuse come modelli sperimentali e preziosi che, ampliando concretamente l’offerta in termini numerici, contemporaneamente la qualificano nella direzione personalizzata e di relazione con la comunità. Una visione, questa, che andiamo promuovendo come opportunità efficace in un’ottica di riabilitazione ed emancipazione concreta dalla strada.

Tutto questo è possibile grazie ad un processo che coinvolge tanti soggetti che operano in quest’ambito e che condividono questa visione ponendosi, con l’Amministrazione, in una posizione proattiva in termini di collaborazione e di risposta.” Marcella Messina, assessora alle politiche sociali, sport, salute e longevità

Il lavoro di rete è fondamentale perché la complessità della povertà e delle persone che accedono ai nostri servizi sta emergendo in modo davvero forte. Dobbiamo mettere in campo una filiera che dalla strada, dalla prima accoglienza, possa portare a nuove e concrete prospettive. In questa direzione vanno i 16 posti, pronti in aprile, per uomini presso via Conventino, destinati soprattutto a persone over 65 sempre più numerose con le loro fragilità e fatiche di una lunga vita in strada, e i 14 posti per donne, pronti a maggio presso via Maglio del Lotto, target sempre più in aumento. Segnalo l’esperienza che stiamo sperimentando nelle parrocchie di Monterosso, Valtesse, San Colombano e Borgo Palazzo dove stiamo ospitando, da novembre fino a fine marzo, quattro persone, una per parrocchia, con il supporto di una rete interessantissima di volontari e volontarie. Mi auguro che questa soluzione possa estendersi creando nuove opportunità a persone come Giuseppe, una di quelle oggi presenti, che sta facendo un bel percorso e di autonomia con prospettive abitative e anche di lavoro concrete.” Don Roberto Trussardi, direttore Caritas Bergamasca

Lavoriamo da tempo in una logica di rete con l’obiettivo di differenziare i servizi per meglio cogliere la complessità dei bisogni e la loro continua evoluzione: ci sono persone anziane, spesso con compromissioni di tipo sanitario e carichi di assistenza importanti, giovani, molti lavoratori che di notte sono in strada, rivelando molto sulle povertà emergenti. Quello che si sta costruendo, con una filiera ampia di servizi, è un sistema proiettato vero il raggiungimento dell’autonomia massima possibile.

In via Serassi ci stiamo muovendo in questa direzione offrendo a 6 persone, per 6 mesi circa, una possibilità di vita in una sostanziale autonomia, con un accompagnamento educativo molto finalizzato su obiettivi concreti, anche burocratici come la richiesta di invalidità o l’accompagnamento all’ottenimento della pensione. La novità sta nella selezione dei partecipanti che, seppur provenienti da diverse realtà del territorio, sono stati individuati per la capacità di adattarsi a questo tipo di contesto e di costruire anche relazioni al suo interno. Cosa accaduta sin da subito, a dimostrazione di quanto la relazione, tra le persone e con la comunità intorno, possa rappresentare una risorsa cruciale importante almeno quanto la salute, il lavoro e la casa.” Sergio Capitanio, vice direttore Opera Bonomelli

L’esperienza che si appresta a partire in via Pignolo è molto simile a quella di via Serassi. Si parla di un’accoglienza di 6 persone all’interno di un contesto cittadino dove si realizza quella prossimità, accoglienza e ospitalità che vogliamo fortemente raggiungere e offrire. È un po’ nel nostro Dna questa proposta di piccole dimensioni dove la relazione tra persone con la rete dei servizi, dei cittadini, con l’educatore, sono fondamentali. Abbiamo sperimentato positivamente questa formula anche in progettualità di altro tipo (richiedenti asilo, housing sociale, appartamenti di semi autonomia per care leavers) dove la prossimità ha rappresentato la carta vincente. Strategico e fondamentale è il tema della relazione e delle partnership anche all’interno della rete dove tanti attori sono impegnati sul tema della povertà che riguarda tante fasce, sempre più ampie, della popolazione.” Rossana Aceti, presidente Cooperativa Sociale il Pugno Aperto

Via Pignolo offrirà un’accoglienza serale/notturna con la presenza di operatori dall’ingresso all’uscita il mattino dopo. Le persone saranno le stesse per circa un mese, il tempo per poter comprendere quale sia la prospettiva successiva migliore da offrire loro. La formula dell’accompagnamento ‘su misura’ rispetto ai bisogni della singola persona, che come cooperativa abbiamo già messo in campo, sarà realizzata quindi anche in questo contesto.

Sono contento che si sia attivata questa sperimentazione che si inserisce come soluzione intermedia tra dormitorio e housing firs,t offrendo un abitare sostenibile e gestito con educatori, in un ambiente protetto e familiare, con un’apertura dalle 19.00 alle 10.00 del giorno successivoAndrea Maggioni, operatore della Cooperativa Sociale il Pugno Aperto e coordinatore esperienza via Pignolo.

In questi anni si è potuto assistere all'evoluzione di questo sistema di collaborazione tra enti, istituzioni, cooperazione sociale, verso un modello veramente integrato e condiviso. Attraverso una partnership molto forte con i soggetti del terzo settore, stiamo creando dei percorsi personalizzati di accompagnamento e sostegno all'autonomia delle persone più fragili, mettendo in atto un’offerta nuova e diversificata: dai dormitori, alle unità di strada, dai i centri diurni a soluzioni abitative e moduli abitativi differenziati.

Con i progetti presentati oggi, sperimentiamo un’accoglienza diffusa che consente di avere piccoli gruppi, numeri ridotti in spazi più ridotti, con una possibilità per gli operatori sociali di monitorare supervisionare, accompagnare in maniera più diretta queste persone fragili, con un vantaggio notevole nel rapporto e nella relazione. Mi piace sottolineare che gli operatori sono professionisti che formiamo e qualifichiamo in modo che siano specializzati a lavorare con i senza dimora e con chi è in una condizione di grave marginalità per realizzare integrazione sociale e inclusione.” Elena Lazzari, responsabile area adulti, anziani e minori, Servizi sociali del Comune di Bergamo


A cura di
Fabrizia Lorusso
Responsabile cerimoniale
Specialista attività di staff - comunicazione istituzionale

Ultimo aggiornamento: 27/02/2026