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San Michele all'Arco, approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il restauro della ex chiesa

Nuovi spazi culturali per la Biblioteca Angelo Mai.

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Descrizione

Bergamo, 17 giugno 2026 - La Giunta comunale ha approvato in linea tecnica il progetto di San Michele all'Arco e per l’insediamento di nuove funzioni culturali di concerto con la Biblioteca civica Angelo Mai.
Si tratta di un intervento di grande rilievo per il borgo storico e per uno dei complessi culturali tra i più importanti della città.
Il progetto si inserisce nel più ampio programma di adeguamento, messa in sicurezza, restauro e valorizzazione del complesso della Biblioteca Angelo Mai e della ex chiesa di San Michele all’Arco, approvato dalla Giunta nel novembre 2024, con l’obiettivo di confermare e rafforzare la destinazione culturale dell’immobile. Il progetto valorizza il patrimonio della Biblioteca civica Angelo Mai ivi conservato e, in costante dialogo con esso - anche nel suo ruolo di deposito librario -, restituisce piena funzionalità a uno spazio che da decenni è parte integrante della storia della Biblioteca.

La ex chiesa, situata in piazza Vecchia-angolo via Rivola, è di proprietà del Comune di Bergamo dal 2019, a seguito della permuta con la Parrocchia di Sant’Alessandro Martire in Cattedrale che ha riguardato la chiesa del Galgario e San Michele all’Arco. La sua destinazione culturale è stata indicata come compatibile con il valore storico-artistico dell’immobile, sottoposto a tutela dal 1914 e che si trova in un contesto di altissimo pregio: nel cuore di Città Alta, all’interno del nucleo storico del sito UNESCO delle Opere di difesa veneziane, in un’area a sensibilità paesaggistica molto alta e con potenziale archeologico elevato.
La storia di San Michele all’Arco è profondamente intrecciata a quella della città e della Biblioteca Angelo Mai. La tradizione ne colloca le origini in età antichissima, attorno al 300 d.C., mentre le fonti documentarie la citano già tra IX e X secolo. Nel corso dei secoli la chiesa è stata sede di vicinia civile e religiosa, luogo di culto, spazio legato alla trasformazione dell’area di piazza Vecchia e del Palazzo Nuovo e, dal secondo dopoguerra, parte funzionale della Biblioteca Angelo Mai. Nel 1955 la Curia Vescovile dispose infatti la riduzione a uso profano della chiesa e, nello stesso anno, gli spazi furono concessi al Comune per ospitare i fondi bibliografici, avviando il percorso che avrebbe portato San Michele all’Arco a diventare sede dell’emeroteca.
Il nuovo progetto parte da questa storia e ne propone un riuso coerente con la natura del luogo. L’obiettivo non è soltanto restaurare un bene monumentale, ma ricomporre il rapporto tra la “memoria” della Biblioteca e il suo corpo architettonico, rafforzando il legame tra San Michele all’Arco, Palazzo Nuovo, l’atrio scamozziano e gli spazi esterni che fanno parte dell’isolato della Mai.
L’intervento prevede una nuova organizzazione della ex chiesa, con una riduzione del carico oggi legato alla raccolta dell’emeroteca e la creazione di uno spazio capace di ospitare attività culturali, espositive e musicali. San Michele all’Arco potrà contestualmente funzionare sia come spazio organico della Biblioteca nella sua funzione di deposito storico, sia come luogo per mostre, incontri, manifestazioni e iniziative culturali.
Accanto al recupero della ex chiesa, il progetto prevede anche la riorganizzazione degli spazi di deposito della Biblioteca Angelo Mai, dimensionati per rispondere alle esigenze della Biblioteca e dell’emeroteca in una prospettiva di lungo periodo, con la previsione di circa 7.000 metri lineari di nuove scaffalature. E’ previsto inoltre un nuovo riassetto funzionale degli spazi esistenti per la formazione specialistica, i laboratori per il restauro e la riproduzione fotografica, spazi per il catalogo, la reception, l’informazione al pubblico, le zone di lettura e studio, oltre ad ambienti destinati a mostre, lezioni, convegni e presentazioni di pubblicazioni e studi.
Particolare attenzione è dedicata anche all’accessibilità e alla sicurezza. Il progetto punta a mettere a norma gli spazi, gli accessi e le vie di fuga, superando barriere e rendendo il complesso più sicuro, aperto e fruibile.
Dal punto di vista architettonico e conservativo, il progetto segue i principi della salvaguardia della valenza storica, della riconoscibilità tra antico e nuovo, del rispetto dell’effetto spaziale originario. I nuovi elementi previsti all’interno della ex chiesa, tra cui le vetrine per archivio ed emeroteca, sono concepiti come strutture autonome e contemporanee, chiaramente distinguibili, senza compromettere affreschi, pareti, volte e strutture portanti. L’asse centrale dell’aula resterà libero e leggibile, mentre i nuovi inserimenti saranno pensati come "spazi nello spazio", capaci di rendere possibile un nuovo uso senza alterare la percezione complessiva dell’ambiente storico.

Il quadro economico dell’intervento, pari a 4.715.212 euro, comprende il restauro della ex chiesa, la sistemazione degli spazi esterni, la fornitura delle nuove vetrine per archivio ed emeroteca, gli arredi e gli allestimenti, oltre agli interventi connessi all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla sicurezza, agli impianti e agli adeguamenti necessari.
La proposta progettuale è stata candidata al bando di Fondazione Cariplo “Programma degli Interventi Emblematici della Fondazione Cariplo 2024-2026”, nell’ambito della linea di mandato "Creare valore condiviso".
Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato redatto dal raggruppamento temporaneo guidato dall’architetto Walter Angonese. Responsabile unico del progetto è l’architetta Milena Salvi.
Prima della definizione del progetto sono stati condotti rilievi e indagini per acquisire una conoscenza approfondita dello stato di fatto del complesso: rilievi geometrici, architettonici, strutturali e impiantistici, rilievi fotografici e ortofoto degli affreschi, oltre a indagini georadar sui substrati della pavimentazione, necessarie anche in considerazione del potenziale archeologico dell’area.
La candidatura è stata sostenuta da un articolato progetto culturale, sviluppato dalla Direzione Cultura e condivisa con oltre 40 soggetti culturali del territorio.

"Con questo progetto interveniamo su un bene complesso e delicato, che richiede attenzione tecnica, cura conservativa e una visione chiara delle funzioni future. Il restauro di San Michele all’Arco non è un semplice recupero edilizio: significa mettere in sicurezza, rendere accessibile e riportare a piena funzionalità uno spazio storico, rispettandone la natura e garantendo al tempo stesso gli standard necessari per un uso contemporaneo. È un intervento importante anche per la qualità del lavoro preparatorio svolto, fatto di rilievi, indagini e approfondimenti indispensabili per operare in un contesto monumentale di questo valore" dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota.

"San Michele all’Arco è parte di un sistema urbano e culturale straordinario, nel cuore di Città Alta e in continuità con piazza Vecchia, Palazzo Nuovo e la biblioteca Angelo Mai. Il progetto consente di ricucire funzioni, spazi e percorsi, restituendo coerenza a un isolato che ha un ruolo centrale nella storia della città. Lavorare su questo edificio significa anche rafforzare la qualità urbana di un luogo simbolico, migliorandone accessibilità, fruibilità e relazione con gli spazi esterni" dichiara l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini.

"La Biblioteca civica Angelo Mai, è contenitore e contenuto, scrigno di un prestigioso patrimonio storico, e richiede spazi che ne rispecchino la missione: preservare la memoria garantendo, al tempo stesso, un uso vitale e una piena accessibilità della cittadinanza al patrimonio documentario e storico artistico. Il recupero di San Michele all’Arco va esattamente in questa direzione: non solo nuovi depositi e funzioni di servizio, ma anche luoghi per mostre, incontri, formazione, ricerca e produzione culturale. È un progetto che tiene insieme memoria e contemporaneità e che rafforza il ruolo della Mai come grande istituzione culturale della città, aperta alla comunità e al mondo degli studiosi" dichiara l’assessore alla Cultura Sergio Gandi.

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San Michele all’Arco
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San Michele all’Arco interno
San Michele all’Arco
Ultimo aggiornamento: 17/06/2026