Descrizione
Nel solco del percorso intrapreso lo scorso anno, l’AmministrazioneComunalee la DiocesidiBergamo hanno scelto,per la festa di Sant’Alessandro 2026, di proporre una riflessione sul tema ampio e di straordinaria attualità della relazione tra città e comunità.
Ecco quindi "Custodire la comunità. Nella concordia": la concordia dei cittadini è la più solida difesa di una città. Non sono le mura, le torri o le fortificazioni a renderla forte, ma il legame che unisce chi la abita. Le mura proteggono un territorio; la concordia custodisce una comunità.
La parola stessa richiama questa visione: concordia significa “cuori insieme”. Il cuore di una città non è soltanto il suo centro o i suoi monumenti, ma la capacità dei cittadini di riconoscersi parte di una storia e di un destino condivisi.
La Festa di Sant’Alessandro 2026 pone al centro la comunità.
In un tempo in cui gli spazi di incontro si fanno più fragili e la vita tende a ripiegarsi nella dimensione privata, torna essenziale interrogarsi su ciò che tiene unita una città. Non solo ciò che la rende efficiente, ma ciò che la rende viva, abitabile e condivisa.
La concordia prende forma quando si passa dall’attraversare al sostare, dalla distanza alla presenza, dalla semplice connessione alla corresponsabilità. Una città vive davvero quando i suoi cittadini scelgono di esserci, partecipare e condividere la cura del bene comune.
In questa prospettiva, la dimensione civile e quella ecclesiale si incontrano naturalmente: entrambe si fondano sulla relazione, sulla fiducia reciproca e sulla capacità di costruire comunità.
La comunità, però, non è mai acquisita una volta per tutte, va costruita e custodita ogni giorno ed è per questo che la Festa invita a rafforzare ciò che unisce, a prendersi cura dei legami, a vivere i quartieri come luoghi di incontro e partecipazione.
A Bergamo questa idea affonda le radici nella sua storia. Il capitello sotto il Palazzo della Ragione, che raffigura il podestà, i consoli e i rappresentanti dei quartieri sullo stesso piano, racconta una città fondata sulla corresponsabilità. Non a caso si trova tra il Palazzo della Ragione e la Cattedrale di Sant’Alessandro, quasi a ricordare il legame tra dimensione civile e spirituale.
E, in questa prospettiva, anche le Mura veneziane, nate per difendere la città, oggi sembrano sollecitare in tutti noi sia la domanda di cosa meriti davvero essere maggiormente custodito, sia la responsabilità di farlo.
“La Festa di Sant’Alessandro rappresenta ogni anno un’occasione preziosa per rileggere l’identità della nostra città attraverso uno sguardo contemporaneo. Il tema scelto per il 2026, Concordia civium, ci invita a riflettere su una verità semplice e profonda: una comunità è forte quando coltiva relazioni, fiducia e partecipazione.
La cultura ha un ruolo fondamentale in questo percorso. È lo spazio in cui persone diverse possono incontrarsi, riconoscersi e costruire significati condivisi. Per questo gli appuntamenti che accompagneranno la Festa non sono semplicemente eventi, ma occasioni per rafforzare i legami che tengono unita la nostra comunità.
In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo, Bergamo sceglie di affermare il valore dell’incontro, della corresponsabilità, del riconoscimento delle differenze come una ricchezza per tutti. È un esercizio quotidiano che riguarda ciascuno di noi e che trova nella cultura uno dei suoi strumenti più potenti.” Sergio Gandi, assessore alla cultura
Celebrare Sant’Alessandro significa tornare alle origini della comunità che nel patrono riconosce non solo un testimone di fede, ma principio di un popolo radunato, di una fraternità concreta. La sua memoria ricorda che ogni comunità nasce da un fondamento solido - la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà - e da una scelta di fedeltà e di coraggio, che la fonda e la tiene unità.
“La concordia come stile personale e come dinamica sociale è una virtù che, alla luce del Vangelo, Sant’Alessandro ha incarnato di nome e di fatto (infatti in greco significa protettore degli uomini e difensore dei valori). Questo fa da eco al tema scelto dal Vescovo Francesco come orizzonte per le attività della diocesi e delle parrocchie nel prossimo anno pastorale è “Servire la vita, servire la pace”. Tracciano il percorso alcune parole di Papa Leone che il Vescovo propone alla riflessione personale e comune: “La relazione con Cristo ci chiama a sviluppare un'attenzione pastorale sul tema della pace. Il Signore, infatti, ci invia al mondo a portare il suo stesso dono: ‘La pace sia con voi!’, e a diventarne artigiani nei luoghi della vita quotidiana. Penso alle parrocchie, ai quartieri, alle aree interne del Paese, alle periferie urbane ed esistenziali. Ogni comunità diventi una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l'ostilità attraverso il dialogo, dove si prațica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non è un'utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa”. Mons. Giulio Dellavite, Delegato Vescovile per le relazioni istituzionali e per gli eventi diocesani
Il percorso di avvicinamento alla festa, si apre con alcuni appuntamenti tra riflessione e arte che anticipano il programma di agosto.
In particolare,
Giovedì 2 luglio, ore 18
Biblioteca Civica Angelo Mai
Custodire la comunità
NELLA CONCORDIA
Dialogo tra Nando Pagnoncelli, sociologo e sondaggista, e Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale.
Introduce e modera Susanna Pesenti, giornalista.
Che cosa tiene unita una comunità? Quali legami rendono possibile la convivenza e come si coltiva la concordia in una società attraversata da trasformazioni profonde? A partire dal tema della Festa di Sant’Alessandro 2026, “Custodire la comunità. Nella concordia”, Nando Pagnoncelli e Johnny Dotti mettono a confronto due prospettive complementari: quella di chi osserva e interpreta i cambiamenti della società attraverso i dati e quella di chi riflette sulle condizioni che generano appartenenza, responsabilità reciproca e coesione sociale. Un dialogo per interrogarsi sul valore della concordia come esercizio personale e civile, capace di custodire e rigenerare la vita delle comunità.
Giovedì 2 luglio, ore 19.15
Salone dell’ex Ateneo
ATLANTE
Maurizio Donzelli
per Art Together Now 2026
Inaugurazione della mostra alla presenza dell’artista.
Maurizio Donzelli, artista invitato per la sesta edizione di ATN - Art Together Now, realizza nell’Ex Ateneo un enorme Atlante, composto da tavole di dimensioni monumentali in cui forme, colori e materiali eterogenei convivono come elementi di un unico sistema relazionale. Attraverso un linguaggio essenziale e sintetico, la mostra restituisce la complessità del reale, trasformando la varietà in una trama di connessioni e corrispondenze.
Come ogni atlante, l’esposizione non propone una rappresentazione univoca del mondo, ma una raccolta di mappe, frammenti e prospettive che raccontano la molteplicità di una stessa realtà.
La mostra coinvolge preadolescenti e adolescenti degli oratori di Città Alta e di Boccaleone che nei mesi estivi, in una serie di workshop con gli educatori museali della Fondazione Adriano Bernareggi, produrranno un nuovo Atlante, che verrà restituito ai visitatori della mostra durante i giorni della Festa di Sant’Alessandro.
La mostra è curata da Giovanni Berera e Anna Bertilini Frigè. Prodotta dalla Fondazione Adriano Bernareggi in collaborazione con il Comune di Bergamo.
Orari di apertura: dal 3 luglio al 2 agosto e dal 21 agosto al 6 settembre
Ven e Sab 15-19 / 20-22 e Dom 10-13 / 15- 19
Ingresso libero
Lunedì 20 luglio, ore 21.15
Cortile di Palazzo Frizzoni
teatro/concerto
LA RIVOLTA DELLA GIOIA
Di Cristian Ceresoli
Musiche di G. Casadei, C. Ceresoli, S. Piro, A. Pizzicato
Silvia Gallerano Voce Fabio Monti Voce Gianluca Casadei Fisarmonica
Stefano Piro Direzione Musicale | Alle Lettere Di Un Bambino A Dio Nicola Ceresoli
Evento a cura di deSidera Teatro, inserito nel programma di BiG deSidera 2026 in collaborazione con il Comune di Bergamo
Tra Jesus Christ Superstar, Mistero Buffo e la musica di Goran Bregović, un vangelo rock rivoluzionario dove gli ultimi si ribellano alla versione dalla storia addomesticata dal potere. Una rivolta in forma di spettacolo in cui Silvia Gallerano e il tredicenne Nicola Ceresoli, insieme a un cast eccezionale e un coro, si ribellano allo squallore delle guerre cantando le parole del vangelo in forma di canzone di Cristian Ceresoli. Un musical esplosivo dove a ballare sono i corpi di chi ascolta, trascinati da una banda di ragazzini che con il loro entusiasmo si rivolta ai potenti della terra scatenando una festa mondiale che, per un momento, sembra davvero cambiare la storia. | Se non si grida evviva la libertà ridendo, non si grida evviva la libertà!
Ingresso libero e gratuito su prenotazione su teatrodesidera.it

